Il lago di Como ignorato dal Manzoni….

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Quel ramo del lago di Como che punta a settentrione fra due catene non interrotte di monti, tutto fiori e ville, viene quasi a un tratto ad allargarsi in un panorama da sballo. Dubbio: forse qualcuno ha già scritto una frase simile. Con tre differenze, però: lui scriveva una storia di epoca barocca, non usava la parola “”sballo” e soprattutto parlava dell’altra metà del Lario, quella (aspra e grifagna) in cui si specchia Lecco. Invece qui lo sballo c’è, sul barocco prevale il neoclassico e il ramo in oggetto è quello (dolce e ridente) che bagna Como e sfiora la Svizzera. Continua »

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