Omaggio a Jerzy Grotowski dal 26 ottobre al 17 novembre 2009 all’ Accademia di Francia, Roma

di Redazione Commenta

Nell’ ambito delle Celebrazioni Unesco 2009 su Jerzy Grotowski (1933-1999), l’ Accademia di Francia a Roma partecipa con due incontri, martedì 27 ottobre e venerdì 17 novembre 2009, a una serie di eventi – in programma dal 26 ottobre al 17 novembre 2009 in vari luoghi della città – che vogliono rendere omaggio al grande artista polacco che ha rivoluzionato il teatro contemporaneo, a 10 anni dalla scomparsa a Pontedera e a 50 anni dalla fondazione del Teatro Laboratorio in Polonia.
Il Progetto Grotowski a Roma, curato dall’ Istituto Polacco di Roma, e dal Teatro Ateneo – Centro di Ricerca sullo Spettacolo della Sapienza Università di Roma, con la collaborazione dell’ Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, si avvale del patrocinio del Comune di Roma.

IL PROGRAMMA DEGLI EVENTI A VILLA MEDICI
MARTEDÌ 27 OTTOBRE 2009 ORE 21.00
Proiezione del film “GROTOWSKI.. OU SOCRATE EST-IL POLONAIS” (1977)
Regia e sceneggiatura: Jean-Marie Drot, Produzione: I.N.A. e FR 3, Durata: 53’.
Quest’ uomo si chiama Grotowski, un polacco che è famoso in tutto il mondo. Uomo di teatro, rivoluzionario del teatro del XX Secolo, Grotowski è nato a Rzeszów, nella Polonia Sud Orientale, nel 1933. Qui ha dunque 44 anni”.
E’ l’ inizio del film dalla voce stessa del suo ideatore e regista, Jean-Marie Drot, intellettuale appassionato di teatro, direttore di Villa Medici alla fine degli anni ‘80, che già nel 1967 aveva realizzato un documentario sul grande regista polacco. In questo nuovo film, dieci anni più tardi, Drot torna a conversare con un Grotowski totalmente trasformato e già impegnato nella ricerca parateatrale. I due amici guardano insieme, in una sala cinematografica, le immagini di quel primo film del ’67 e commentano così il percorso creativo del Teatro Laboratorio in quei dieci, fertilissimi anni. Scorrono davanti a loro le immagini delle prove dello spettacolo mai andato in scena dei Vangeli, con Maja Komorowska e Rena Mirecka; degli esercizi su gesti e voce condotti in gruppo dagli attori e da Grotowski; dello spettacolo forse più noto, Il Principe Costante.
Grotowski “piccolo Socrate”, come accetta di definirsi nel ’67 incalzato dalle domande di Drot, dieci anni dopo è ancora pieno di stimoli e pronto a nuove sfide, con la stessa fedeltà ai propri sogni che lo ha accompagnato fin dall’inizio, nel 1959, della straordinaria avventura del Teatro Laboratorio.
Il film fa parte della rassegna “La pratica dell’ utopia – immagini del Laboratorio di Jerzy Grotowski“, in programma al Nuovo Cinema Aquila di Roma, nel corso della quale verrà anche proiettato il primo film di Jean-Marie Drot realizzato su Grotowski nel 1967.

MARTEDÌ 17 NOVEMBRE 2009 ORE 16.00
“ARTE POVERA E TEATRO POVERO – LA RIVOLUZIONE ETICA DEGLI ANNI ‘60”
Tavola rotonda con: Germano Celant, Michelangelo Pistoletto, Ludwik Flaszen, Ferdinando Taviani, Franco Ruffini. Modera: Alessandra Mammì
Per la prima volta due dei maggiori esponenti del movimento artistico dell’ Arte Povera, Germano Celant e Michelangelo Pistoletto, con Ludwik Flaszen, ideatore, insieme a Grotowski del teatro povero, si incontreranno per parlare della straordinaria stagione “rivoluzionaria” degli anni ’60, interrogandosi sul motivo per cui dopo l’impatto con la sua carica travolgente di idee nuove e dirompenti nulla è rimasto più lo stesso, né l’arte, né il teatro, né tanto meno la nostra società.
Due storici del teatro, Ferdinando Taviani e Franco Ruffini, che negli ultimi anni hanno contribuito con saggi e libri alla riflessione critica su Grotowski, dialogheranno con loro. A far da guida in quello che promette di essere un incontro storico, la giornalista e critica d’arte e di cinema dell’ “Espresso” Alessandra Mammì.
Nell’ aprile del 1964, a Cracovia viene pubblicata in francese una raccolta di testi di Eugenio Barba e di Ludwik Flaszen (Cracovia, 1930) co-fondatore del Teatro Laboratorio, nonché di critiche polacche e straniere, dal titolo: Le Théâtre Laboratoire 13 Rzędów d’ Opole ou le théâtre comme auto-pénétration collective. Sembra che proprio nel testo di Flaszen sullo spettacolo Akropolis, per la prima volta sia stato usato il termine di “teatro povero“, sviluppato in seguito e reso popolare da Grotowski.
Nel 1968 un critico d’ arte italiano, Germano Celant (Genova, 1940), conia la definizione di “arte povera” per designare un gruppo di artisti italiani – Alighiero Boetti, Mario Merz, Gilberto Zorio, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Pino Pascali – destinati a riscuotere un grande successo internazionale negli anni successivi. Celant delinea la teoria e la fisionomia del movimento attraverso mostre e scritti come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970. Per Celant, che ha dichiarato più volte d’aver preso il termine dal “teatro povero” di Grotowski, la nuova arte consiste essenzialmente «nel ridurre ai minimi termini, nell’impoverire i segni, per ridurli ai loro archetipi».

Tra il 1965 e il 1966 Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933), artista all’epoca attivo già da un decennio, produce un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, considerati basilari per la nascita dell’ Arte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto è animatore e protagonista. A partire dal 1967 realizza, fuori dai tradizionali spazi espositivi, azioni che rappresentano le prime manifestazioni di quella “collaborazione creativa” che Pistoletto svilupperà nel corso dei decenni successivi, mettendo in relazione artisti provenienti da diverse discipline e settori sempre più ampi della società.

INFORMAZIONI
Ingresso libero nel limite dei posti disponibili
Info pubblico:
Tel.+39 06/67 61 1
Web: www.villamedici.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>