Guida 2010-2011 Low Cost, mille indirizzi dove spendere meno di 30 euro e pranzi da chef

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Trenta euro per un’ora da Vissani, 20 per mangiare da Massimiliano Alajmo. Sarà la crisi, fatto sta che oramai si può mangiare dai grandi chef con un budget limitato. Una realtà fotografata dal Gambero Rosso che oggi ha presentato la sua ‘Guida 2010-2011 Low Cost‘ (pp.319; 9.90 euro), ovvero mille indirizzi circa dove si può spendere meno di 30 euro, all’insegna della qualità di eccellenza.
Il risultato della nostra ricerca – ha detto Clara Barra una delle curatrice della Guida – è una fotografia del mondo della ristorazione che si ‘reinventa’ creando formule nuove, spesso fuori dagli schemi, per venire incontro alle esigenze di tutti“. Non a caso lo slogan del baedeker del Gambero Rosso è “di tutto per tutti”.

GUIDA 2010-2011 LOW COST
Ecco allora le ‘dependance d’autore’, cioé piccoli locali dei grandi chef dove poter affrontare, a portafoglio leggero, le stesse pietanze dei loro fratelli maggiori. Qualche esempio? ‘Il Calandrino’ a Rubano (Pd) illuminato dalla creatività di Massimiliano Alajmo dove a pranzo si mangia con 20 euro. Senza dimenticare appunto Gianfranco Vissani a Baschi (Tr): il suo menu degustazione a pranzo, che si chiama ‘1 ora’, costa 30 euro. O ancora l’Open di Antonello Colonna a Roma con 28 euro per il brunch.
Ma la Guida del Gambero Rosso non tralascia i luoghi di tutti meno appariscenti dove però il rapporto qualità/prezzo è decisamente alto: si può cominciare dai ‘Break gourmet’ (paninerie, pizza a taglio, rosticcerie, street food) nei quali gustare in piedi specialità di gusto. I premiati sono quattro:in Lombardia (‘Claudio Sushi Bar’ a Milano), in Emilia Romagna (‘Bar Schiavoni’ a Modena), nelle Marche (‘Nudo e crudo’ a San Benedetto del Tronto (Ap), in Sardegna (‘Locanda Caddeo’ a Cagliari).
Si passa poi alla ‘Tavola’ vera e propria (ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, etnici, birrerie, wine bar): 800 segnalazioni sparse per l’intera Italia, tutte accomunate dalla qualità a prezzo contenuto. I premiati sono: in Piemonte (‘Rural’ a Torino); in Liguria (‘Nabil’ a Genova), in Emilia Romagna (‘O’ Malomm’ a Coriano (Rn), in Umbria (‘Osteria del gufo’, a Perugia), nel Lazio (‘L’asino d’oro’ a Roma), in Campania (‘Ottavonano’ ad Atripalda (Av), in Sicilia (‘Spizzullo’ ad Agrigento).
Per finire – terza parte della Guida – l”Alta cucina per tutti’ dove appunto i grandi chef si aprono al grande pubblico con le dependance d’autore o i menu a prezzo speciale. I premiati sono: in Friuli Venezia Giulia (‘Cecchini Bistrot’, Pesiano di Pordenone (Pd), in Toscana (‘Il Cibreino’ a Firenze), in Sicilia (‘Locanda del Colonnello dell’Hotel Palazzo Failla’ a Modica (Rg).

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