Giro del mondo a Las Vegas, la città delle follie

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 I canali di Venezia, la Tour Eiffel e la Statua della Libertà, il carnevale di Rio e i resti dell’Impero Romano, Montecarlo, il lago di Como e il sud-est asiatico. Per vederli non serve il giro del mondo: basta andare in Nevada, in quella capitale del divertimento e del peccato che è Las Vegas. Patria del gioco d’azzardo, città eccentrica ed eccessiva, ospita casinò diventati leggenda, strutture mastodontiche e kitsch ispirate ai luoghi più belli del pianeta. La movida si concentra nei 6,8 km di Las Vegas Strip, una delle vie più incredibili dove si possa camminare. Qui si trovano 19 dei 25 alberghi più grandi del mondo, per un’offerta complessiva di oltre 67 mila camere, insieme a centri commerciali che fanno la gioia delle fashion-addicted. La Strip è un’oasi di palme, laghi e luci nel deserto del Mojave, fatta di microcosmi eterogenei che si susseguono a perdita d’occhio, accomunati dall’unico desiderio di stupire.

Dieci must di Las Vegas
Quale che sia la struttura dove si è deciso di soggiornare e tentare la fortuna, da Las Vegas non si può partire senza averne visitate almeno dieci, le più folli e suggestive, immortalate nei film e palcoscenico per le esibizioni di cantanti stellari.

The Venetian. Per riconoscerlo basta alzare gli occhi al cielo e cercare il campanile di San Marco. Le peculiarità di Venezia ci sono tutte, compreso il Ponte di Rialto e il Canal Grande percorso da gondolieri che si cimentano in romantiche serenate mentre accompagnano gli ospiti da una parte all’altra del complesso. Il casinò è in un palazzo in stile rinascimentale di ispirazione veneziana dai soffitti affrescati. Non in linea col resto, ma da vedere, il Museo delle Cere di Madame Tussaud, che ospita una carrellata di celebrità legate a Las Vegas.

Paris. Una Ville Lumiere in miniatura, con tanto di Tour Eiffel alta 165 metri, l’Arco di Trionfo, la Fontana dei Mari di piazza della Concordia e un richiamo al Louvre nella facciata. La sorte si sfida in ampie sale dai decori che richiamano le strade parigine. Decisamente gay-friendly, propone un teatro da 1.200 posti e il suggestivo panorama in cima alla Torre per una pausa rilassante dal gioco.

New York, New York. Scenario decisamente metropolitano per questa struttura che riproduce lo skyline della Grande Mela con l’Empire State Building e il Crysler Building, il ponte di Brooklyn e una Statua della Libertà di 46 metri che domina sul laghetto ispirato alla baia di New York. Per giocare d’azzardo si va al Central Park, mentre il Greenwich Village è il quartiere dello shopping. La proprietà è attraversata da montagne russe alte 62 metri che superano i 100 km orari e rappresentano la principale attrazione insieme allo spettacolo permanente del Cirque du Soleil.

Flamingo. Aperto dal gangster Bugsy Siegel nel 1946, è il più antico casinò della Strip ancora in funzione. Le sale da gioco hanno scenografie da festa caraibica, ma gli avventori devono prepararsi ad affrontare puntate minime più elevate rispetto agli standard di Las Vegas. Punto di forza sono i sei ettari di Giardino dell’Eden in stile Ard Déco che ricordano Miami e South Beach, abitati da numerosi fenicotteri (flamingo in inglese) e cornice di piece comiche, spettacoli di burlesque e concerti. Qui e’ stato ambientato il primo “Ocean’s 11”, quello del 1960 con Frank Sinatra e Dean Martin.

Bellagio. Prende il nome dal nostro comune di Bellagio ed è modellato sullo stile delle abitazioni e del paesaggio del Lago di Como. Meta frequente del World Poker Tour, offre tavoli intimi e tranquilli, dettagli in legno, tappezzerie eleganti e illuminazione d’atmosfera che lo rendono amato anche dai giocatori più esigenti. L’ingresso frontale è dominato da fontane che creano spettacolari giochi d’acqua, musica e luci. Il caveau è quello preso di mira da George Clooney e la sua cricca nel rifacimento di “Ocean’s Eleven”.

Monte Carlo. Ispirato al casinò di Monaco, si autodefinisce “raffinatamente lussuoso e tuttavia abbordabile”. Accoglie giocatori e turisti in un palazzo che si rifà alla Belle Epoque, con pavimenti di marmo, archi neoclassici e fontane ornate. Ospita un casinò di 8.400 metri quadrati, un’infinità di negozi, spa, centro fitness, palestre, piscine e persino una cappella nuziale, il tutto su una superficie di 18 ettari.

Caesars Palace. Archi, soffitti a volta e colonne di marmo in un’ambientazione ispirata all’Impero Romano che non rinuncia al Colosseo. L’hotel ha oltre tremila camere divise in cinque torri (Augustus, Centurion, Forum, Palace, e Roman), mentre il casinò ha un’ala dedicata ai giocatori forti e una per chi ha meno soldi da bruciare. Oltre duemila le slot machine e i videopoker, tavoli da blackjack, roulette, dadi in uno scenario vistosamente opulento. Qui si sono esibiti Frank Sinatra e Celine Dion, Elton John e Cher.

Mandalay Bay. Il nome è quello di una città birmana, il tema delle decorazioni il sud-est asiatico. Il complesso, un’altissima stella dorata a tre punte, è un’immagine ricorrente nel telefilm CSI, usata come simbolo della città. Le attrazioni non mancano, dal musical “Il re leone” della Disney all’acquario con gli squali, dagli incontri di pugilato, lotta libera e arti marziali alla Casa del Blues. L’area piscine è stata incoronata più volte la migliore di Las Vegas, con scivoli, cascate e onde alte oltre un metro per non sentire la nostalgia del mare.

Mgm Grand. Secondo hotel piu’ grande del mondo, ha un casinò di 16 mila metri quadrati. Tripudio di piscine, fiumi e cascate, contiene diversi negozi e night club, 19 ristoranti, un rifacimento del Madison Square Garden newyorchese e uno studio della CBS. A intrattenere i turisti ci sono le ballerine del Crazy Horse e sei leoni tenuti in cattività dentro un’enorme gabbia di vetro.

Rio All Suites. Casa del prestigioso World Series of Poker a tre minuti dalla Strip, è decisamente esclusivo, con suite dai 56 ai 1.200 metri quadrati, ville per i clienti di riguardo e una cantina fornitissima aperta alle degustazioni. L’atmosfera è tipicamente brasiliana; nel Masquerade Village va in scena il carnevale di Rio con cinque sfilate che si alternano per tutta la giornata.

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