Robben Island, un tuffo nella storia

di Giulia T Commenta

Robben Island, isola del Sud Africa al largo di Città del capo, deve il suo nome ai primi colonizzatori olandesi, che la ribattezzarono Robbeneiland, letteralmente la città delle foche. Ed è facile intuirne il motivo: una folta popolazione di otarie e pinguini africani vi darà il benvenuto appena sbarcati su questa meravigliosa isola. Oggi Robben Island è principalmente una meta turistica, visitabile in una sola giornata data la sua scarsa estensione (cinque km di diametro), ma in passato ospitava un carcere di massima sicurezza, lo stesso dove il leader Nelson Mandela scontò ben 18 anni di prigionia.

Il tour dell’isola ha una durata di circa quattro ore ed inizia dal molo Mandela al V6A Waterfront a Cape Town: quì ci si imbarca su un traghetto, il cui viaggio dura circa una mezz’oretta (partono circa quattro traghetti al giorno). Arrivati sull’isola, la prima tappa è la visita al Museo di Robben Island, sorto sull’ex prigione ed all’interno del quale i visitatori sono guidati tra i cunicoli della prigione stessa, toccando con mano l’esperienza drammatica sofferta dagli ex prigionieri politici che vi sono stati rinchiusi.

Terminata la visita al museo salirete su un bus per un tour guidato dell’isola della durata di circa 45 minuti: si possono vedere le diverse strutture che negli anni hanno ospitato un ospedale psichiatrico, una base militare ed una colonia di lebbrosi. Un’occhiata al porto di Murrary’s Bay, che ospita tra gli altri anche un santuario mussulmano ed alcuni negozietti nel quale fare shopping.

L’apetto più interessante dell’isola restano comunque la sua flora e la sua fauna: in particolare Robben Island ospita ben 132 specie diverse di uccelli, molti dei quali purtroppo in via di estinzione, oltre a fiori colorati ed una vegetazione rigogliosa, da togliere il fiato. La bellezza dell’isola ed il suo museo sono considerati Patrimonio dell’Umanità e patrimonio nazionale del Sudafrica.

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