Turismo in Sicilia: bilancio positivo

di Giulia F Commenta

Il primo “rapporto” sul turismo della Regione Sicilia, realizzato nell’ambito dell’Osservatorio del turismo, con la collaborazione della società Mercury S.r.l. di Firenze, rappresenta un documento di politica economica di grande rilevanza non solo per il comparto specifico, ma anche per tutta l’economia locale. L’obbiettivo per il quale abbiamo voluto fosse realizzato è stato quello di definire un quadro di riferimento della evoluzione e delle prospettive del turismo siciliano nell’ambito di un più ampio paradigma nazionale ed internazionale, in modo da d’individuare i punti di forza e di debolezza dell’offerta, e da capire anche quali azioni svolgere sia sul piano della organizzazione territoriale che su quello della promozione.

La Sicilia, ed in genere tutto il Mezzogiorno, stanno vivendo un buon momento di sviluppo turistico con saggi di crescita che sono più elevati di quelli nazionali. Gli stranieri lentamente, ma sempre di più, si stanno avvicinando al Mezzogiorno e ne scoprono le molteplici valenze. Anche in virtù di forti campagne promozionali effettuate si sta riscoprendo la valenza della cultura e delle tradizioni locali.

L’Assessorato al Turismo vuole intervenire per accompagnare questo processo di sviluppo con misure adatte, individuando i filoni d’intervento più in linea con le tendenze del mercato e favorendo quei prodotti che presentano caratteristiche di tipo innovativo. Come noto la Sicilia è un’isola che presenta molti prodotti turistici, ma è anche una realtà che continua ad essere percepita prevalentemente come “prodotto mare”.

A tal proposito questo rapporto evidenzia un fatto apparentemente contraddittorio: la Sicilia è percepita essenzialmente come terra d’arte e di cultura con tutte le sue tradizioni, tanto da individuare un “concetto di sicilianità”, però sul piano della fruizione concreta, prevale nettamente l’offerta balneare destinata al turismo italiano. Questo gap che si verifica fra immagine e fruizione è determinato dagli assetti organizzativi della domanda e dagli stereotipi prevalenti ma anche da alcune difficoltà di tipo strutturale che ad esempio agiscono nel campo dei trasporti, per i quali l’isola è difficilmente raggiungibile e presenta forti difficoltà di trasporti “in”, cioè per gli spostamenti interni.

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