I migliori viaggi per mangiare bene nel 2026

Quali sono i migliori viaggi per mangiare bene? Identificare la città dove si mangia meglio al mondo è un’impresa complessa, ma testate autorevoli come TasteAtlas, la Guida Michelin, CN Traveller e Time Out si cimentano ogni anno in questa sfida. Attraverso l’analisi di tradizioni, piatti iconici e recensioni dei viaggiatori, queste classifiche delineano una geografia del gusto che spazia dalle radici europee alle nuove frontiere culinarie in Sud America, Asia e Africa.

migliori viaggi per mangiare bene

Dritte sui migliori viaggi per mangiare bene

Un dato costante in ogni ranking è l’egemonia della cucina italiana. Recentemente inserita nel Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO, la gastronomia tricolore brilla per la sua stratificazione storica e la varietà regionale. Sembra proprio che l’Italia sia una grande esplosione di gusto per tutti i milioni di turisti che ogni anno la visitano. In questa speciale classifica delle città in cui si mangia meglio al mondo, ben sei città italiane si distinguono tra le prime quindici mete mondiali.

Al primo posto ritroviamo inevitabilmente Napoli, vera regina della cucina popolare, celebre per la pizza, il ragù e la pasticceria (sfogliatella e babà). Le altre città italiane che si fanno valere nel mondo per la loro cucina sono Roma, patria di classici intramontabili come carbonara, amatriciana e l’arte del “quinto quarto”. Non manca Bologna, addirittura al terzo posto, custode della pasta fresca, dei tortellini e della mortadella. Molto ambita, non solo per la sua incredibile cultura è Firenze, qui domina la bistecca alla fiorentina e la cucina “povera” ma schietta (ribollita).

Al secondo posto spicca Milano, un vero e proprio laboratorio contemporaneo che unisce i classici (risotto e cotoletta) a influenze etniche. Infine ritroviamo anche Genova, caratterizzata da una cucina di erbe e mare, con il pesto e la focaccia come simboli globali. Le classifiche celebrano anche metropoli lontane, capaci di trasformare il cibo in racconto identitario.

Parigi e Vienna rimangono i templi della tradizione continentale tra bistrot e storici caffè (anch’essi tutelati dall’UNESCO). Spostandosi in Asia, il Giappone domina con la dualità di Osaka, capitale dello street food (takoyaki), e Kyoto, custode della raffinata cucina rituale kaiseki. In America, Lima emerge come meta imprescindibile grazie alla sua straordinaria biodiversità e alla fusione tra tradizioni andine e asiatiche (ceviche).

New Orleans rappresenta invece il melting pot culturale attraverso la cucina creola e cajun (gumbo e jambalaya). Infine, Mumbai si conferma capitale mondiale dei sapori speziati e dello street food più vibrante. In definitiva, queste selezioni dimostrano che mangiare significa, oggi più che mai, viaggiare: un’esperienza sensoriale accessibile sia agli amanti dell’alta cucina sia ai ricercatori di sapori autentici nelle strade del mondo.

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