La Sardegna ha quasi 1.900 chilometri di coste, e la verità è che i suoi tratti più spettacolari non si raggiungono in auto. Falesie a picco sul mare, calette accessibili solo via acqua, arcipelaghi protetti e grotte marine: per vederli davvero serve una barca. Ecco perché un tour in barca in Sardegna non è un’attività tra le tante, ma spesso il momento che definisce l’intera vacanza.
In questa guida raccontiamo le cinque zone più belle dell’isola da esplorare dal mare, con qualche consiglio pratico per scegliere l’esperienza giusta tra gommone, barca, veliero e catamarano.
Il tratto di costa a nord-ovest di Alghero è uno dei più scenografici della Sardegna. Le falesie calcaree di Capo Caccia precipitano a picco sul mare creando un contrasto netto tra il bianco della roccia e il blu profondo dell’acqua. È qui che si trova la celebre Grotta di Nettuno, una delle grotte marine più importanti del Mediterraneo, con sale ricche di stalattiti e stalagmiti.
Questa zona viene chiamata Riviera del Corallo per la presenza storica del corallo rosso, che ad Alghero è tradizione secolare. Dal mare si apprezzano insenature e scorci che dalla terraferma restano invisibili: il tour in gommone della Riviera del Corallo dura circa 4 ore, mentre chi preferisce un’uscita più lunga e comoda può scegliere la crociera di un’intera giornata verso Capo Caccia.
Tra Sardegna e Corsica, l’Arcipelago della Maddalena è Parco Nazionale dal 1994 ed è probabilmente l’immagine più iconica del mare sardo: acque turchesi, graniti rosa levigati dal vento e spiagge candide. Le tappe classiche di un tour toccano le isole di Razzoli, Santa Maria e Budelli, dove si trova la famosa Spiaggia Rosa, oggi protetta e ammirabile solo dal mare proprio per preservarne il colore unico.
Le partenze avvengono da Palau o da Cannigione, con escursioni in barca o in gommone della durata di circa 7 ore: una giornata intera tra navigazione, soste bagno e calette raggiungibili solo via acqua. Per chi cerca qualcosa di diverso, c’è anche la crociera d’epoca da Palau, un modo elegante e fuori dal tempo di vivere l’arcipelago.
Davanti a San Teodoro si alza imponente l’isola di Tavolara, un massiccio calcareo che emerge dal mare per oltre 500 metri. Oltre alla bellezza naturale, Tavolara custodisce una storia curiosa: quella della famiglia Bertoleoni e del cosiddetto “regno più piccolo del mondo”, una vicenda ottocentesca che ancora oggi affascina i visitatori.
Accanto a Tavolara, l’isola di Molara è famosa per le sue piscine naturali, specchi d’acqua turchese e bassa ricchi di pesci, perfetti per lo snorkeling. L’area è zona marina protetta, e proprio per questo i fondali sono tra i più vivi della Sardegna.
Le partenze sono dal porto di San Teodoro, con formule per ogni esigenza: il Mini tour di 3 ore e mezza per chi ha poco tempo, oppure il Grand Tour di 6 ore per esplorare l’arcipelago in ogni suo angolo. Chi vuole spingersi sotto la superficie può abbinare la prima immersione sub, pensata per chi non ha mai fatto diving.
Se esiste un tratto di mare che da solo vale il viaggio in Sardegna, è il Golfo di Orosei. Qui la costa orientale diventa una sequenza di falesie, grotte e calette leggendarie: Cala Luna, Cala Mariolu, Cala Goloritzé, nomi che ricorrono in ogni classifica delle spiagge più belle d’Europa. La maggior parte di queste cale è raggiungibile solo via mare o con lunghi trekking, e per questo la barca resta il modo più semplice e appagante di scoprirle.
Le escursioni partono da Cala Gonone o da Arbatax, con formule molto diverse tra loro: il tour in gommone di 7 ore, agile e veloce tra le cale; la crociera del Golfo per chi preferisce i ritmi lenti di un’intera giornata in barca; la crociera in catamarano per stabilità e comfort; fino alla Crociera Lux per chi cerca un’esperienza più esclusiva. Da Arbatax parte anche la Crociera dei Centenari, che unisce navigazione ed enogastronomia ogliastrina, in una terra nota per la longevità dei suoi abitanti.
E per chiudere la giornata, poche cose battono un aperitivo al tramonto in gommone da Arbatax, con le Rocce Rosse che si accendono nella luce della sera.
Due idee per chi cerca qualcosa di meno scontato. La prima è l’Asinara: l’isola-parco a nord-ovest della Sardegna, ex colonia penale oggi Parco Nazionale, famosa per i suoi asinelli bianchi e per una natura rimasta intatta proprio grazie al lungo isolamento. La crociera in veliero da Stintino è il modo più suggestivo di raggiungerla: una giornata intera di navigazione a vela in uno scenario d’altri tempi.
La seconda è l’avvistamento dei delfini a Capo Figari, con partenza da Olbia: le acque davanti a Golfo Aranci ospitano una popolazione stabile di tursiopi, e l’escursione di 3 ore e mezza è perfetta per le famiglie con bambini. Per i più sportivi esiste anche la variante SUP con i delfini a Golfo Aranci, per vivere l’incontro direttamente a pelo d’acqua.
Non esiste una risposta unica, dipende da come si vuole vivere la giornata.
Il gommone è agile e veloce: raggiunge calette strette, permette più soste bagno e regala un contatto diretto con il mare. È la scelta ideale per coppie, gruppi di amici e per chi vuole massimizzare i luoghi visitati. La barca o il catamarano privilegiano invece comfort e spazio: ombra, ponti dove rilassarsi, ritmi più lenti. Sono perfetti per famiglie, gruppi numerosi e per chi vuole godersi la navigazione tanto quanto le soste. Il veliero, infine, è un’esperienza a sé: qui il viaggio conta quanto la destinazione.
Un consiglio valido per tutte le formule: in alta stagione i posti si esauriscono in fretta, soprattutto per le uscite più richieste come La Maddalena e il Golfo di Orosei. Meglio prenotare con qualche giorno di anticipo.
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