Prendere un taxi al Cairo

Prendere un taxi al Cairo
Tra i vari mezzi di trasporto messi a disposizione dalla grande metropoli egiziana, il taxi è sicuramente il mezzo più semplice. In qualsiasi giorno della settimana a qualsiasi ora della giornata, dovunque voi vi troviate ci sarà sempre un taxi che vi passerà davanti pronto a fermarsi appena gli farete un minimo gesto della mano… a meno che non siate estremamente sfortunati. La prima cosa da fare appena un taxi si ferma, dopo un breve saluto che potrebbe suonare “Assalamu aleikum” (che la pace sia con te) che agli egiziani fa sempre piacere, senza troppi preamboli (posizionandovi se siete una donna sola nel sedile retrostante e se siete un uomo nel sedile accanto al conducente), comunicategli la meta che intendete raggiungere. In Egitto non esiste un vero e proprio tariffario da seguire per il pagamento della corsa. In genere le persone si basano su dei prezzi convenzionali non scritti che si apprendono dopo un lungo periodo di permanenza e che variano a seconda delle condizioni del traffico e sicuramente a seconda di che tipo di cliente si siede nel taxi, i turisti hanno sempre dei prezzi maggiorati, è per questo che conviene non sfoggiare guide, occhiali da sole e macchine fotografiche, ma adattarsi agli usi del posto..contando sul fatto che nel 50% delle volte un italiano, specialmente se meridionale, potrebbe essere confuso con un abitante del luogo. Possiamo orientativamente dire che la tratta aeroporto – centro città costa dai 40 ai 50 pound, partendo dall’aeroporto conviene sempre prima della corsa accordarsi con l’autista sul prezzo della tratta, agli egiziani, come alla grande maggioranza degli arabi piace molto contrattare e molte volte se il cliente non tratta viene considerata persona di poco conto, più sarete tenaci e più riuscirete a farvi fare un prezzo ragionevole, o almeno il prezzo giusto per la corsa. In città una piccola tratta di 4/5 km, per esempio dall’isola di Zamalek al Midan Tahrir (Museo egizio), costa non più di 5 pound. Non lasciatevi intimidire da discorsi tesi ad impietosirvi, se sapete di aver pagato il prezzo giusto scendete sicuri di voi stessi chiudete la portiera e salutate anche se magari da alcuni tassisti arriveranno una valanga di maledizioni….pensate però che la professione del tassista al Cairo è stancante è difficile e se potete permettervi qualche lira in più che per voi sono pochi centesimi al tassista cambierà la giornata. Prendere un taxi al Cairo è sempre un’avventura che potrebbe essere assolutamente divertente, interessante, piacevole o il vostro più brutto ricordo. La gamma degli autisti è molto varia, spaziano da colti laureati ad analfabeti. Alcuni sanno bene l’inglese, altri qualche parola, con altri ancora se non conoscete qualche parola di arabo sarà assolutamente impossibile comunicare. Gli egiziani sono dei grandi intrattenitori, cantastorie formidabili, ma se siete nella giornata no in cui non vi va di parlare, ma solo contemplare il paesaggio dell’affascinante Cairo il conducente capirà all’istante e alzerà di buon grado l’audio della radio per farvi assaporare il Cairo al ritmo di musica araba….o prediche religiose se siete meno fortunati. Se siete invece vogliosi di conversare, sicuramente la prima domanda sarà: “da dove viene?” E a quel punto rispondere che siete italiani andrà a vostro favore, gli egiziani hanno un’estrema simpatia per gli italiani che considerano molto simili, vi diranno “Ahsan an-nnasuu” (la gente migliore) e inizieranno a parlare di qualche calciatore, se non vi intendete di calcio fate finta di essere buoni intenditori per non togliere il tono allegro della conversazione. Se malauguratamente il tassista vi chiede di che religione siete avete due opzioni: cristiani o musulmani, se non volete essere vittime di prediche su paradiso e fine del mondo è meglio non dire che siete ebrei o atei perché tenteranno in tutti i modi di convincervi che l’Islam è l’unica religione, chiaramente se il tassista è musulmano, difatti al Cairo c’è una buona minoranza di cristiani coopti ortodossi… ve ne accorgerete guardano il polso dell’autista, se ha una piccola croce tatuata è sicuramente un cristiano. Buon viaggio! e quando scendete non dimenticatevi di ringraziare “Shuukran” e di fare qualche buon augurio al tassista, come “rabbina maak” (Egiziano colloquiale “che Dio sia con te”).

L’ultimo consiglio, che vi do di cuore, prima di partire o appena tornati leggete “Taxi” di Khaled Al Khamissi (Editrice il Sirente)… vi catapulterà di colpo nel fascinoso caos della grande metropoli, regalandovi ottimi spunti per il prossimo viaggio o offrendovi qualche ricordo che pensavate dimenticato del vostro ultimo viaggio al Cairo.

Link: Taxi : Khaled El Khamissi : ISBN 9788887847147 © il Sirente

Immagine | Inner city of Cairo, di Hartmut Inerle, da Commons Wikimedia, Licenza: GNU Free Documentation license, Version 1.2

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2 commenti:

  1. kiccasinai, 8. Giugno 2008, 13:38

    Bellissimo articolo!
    rende perfettamente l’idea!Sono spesso al Cairo, mio marito e’ egiziano e viviamo a Sharm.
    E i taxi sono proprio cosi..anche se hai dimenticato gli odori del taxi:alcuni sono immaolati con la onnipresente scatola di fazzolettini ostentata sul cruscotto;
    altri hanno un odore nauseabondo di benzina o gas, ma ogni modo e’ davvero cosi: se si e’ al Cairo anche io consiglio di muoversi in taxi, veloce,economico e divertente.
    Ma date un okkiata anche alla metropolitana,super economica,efficentissima e soprattutto pulitissima!
    Ho un forum sull’Egitto dove si parla un po’ di tutto,sarei felice averti mio gradito ospite!
    (http://egitto.forumfree.net/)
    Salam
    kiccasinai

     
  2. Roberta, 3. Luglio 2008, 16:36

    saba el kir… Buongiorno a tutti !!! Devo dire che l’articolo rispecchia in tutto e per tutto lo stile Egiziano, sopratutto al Cairo dove i tassisti sono molto furbacchioni, se capiscono che e` la prima volta anche se non parlano la lingua ti tirano delle cifre assurde.
    Io dietro suggerimento di mio marito , ovviamnete egiziano del Cairo, mi siedo nella parte destra del taxi , dietro e senza proferire parola, allungo un bigliettino, scritto in arabo, con indicazioni precise per arravire fino a casa. Beh si, perche` quando parlo arabo, tutti mi chiedono , ma da quale parte dell` Egitto arrivi? che dialetto strano che parli, be l’italo- egiziano, selfmade!!!
    anche attraversando quasi tutto il Cairo , arrivo a spendere circa 20 le.
    L’unica volta , che ho avuto paura al Cairo, quando il mio autista, si e` messo a litigare in un incrocio con altri autisti, eravamo fermi da circa 1 hora , ho assisto ad una scena da film arabo, con donne , bambini che urlavano e altri individui che separavano la rissa.
    rimanere immobile in macchina era l`unica soluzione anche prche` era impossibile aprire le portiere da come eravamo imbottigliati.
    finito il tutto , arrivata a casa sana e salva da mia suocera, il tassista ha avuto il coraggio di chiedermi 10 le in piu’, li per li` ci ho pensato su` , poi ho fatto una risata e ho detto ” Robbena Kalliki” - ” che Dio ti benedica” e sono entrata nell’ androne di casa.
    spero di vedere altri racconti simpatici e divertenti.
    Masalama

     

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