Vacanze a rischio sicurezza in Croazia per i cittadini italiani

di Blogger 5

Vacanze a rischio sicurezza in Croazia per i cittadini italiani Il caso di Giuseppe Monsurrò, cittadino italiano che lo scorso mese di agosto 2007 ha dovuto subire un ingiusto arresto condito da percosse e inenarrabili violenze fisiche, in Croazia, dove si era recato in vacanza con la famiglia e alcuni amici, apre un caso internazionale. Secondo Protocollo ha infatti inoltrato una denuncia contro la Croazia, su mandato dello stesso Monsurrò, preso la Corte Europea dei Diritti Umani, per gravi violazioni del Diritto perpetrate dalle autorità croate. A seguito di diverse indagini condotte da Secondo Protocollo e dai legali di Monsurrò, è infatti emerso che la pratica di arrestare cittadini italiani per poi costringerli a pagare un riscatto (che le autorità croate chiamano cauzione) è molto diffusa in Croazia. Monsurrò per essere scarcerato ha dovuto pagare 40.000 (quarantamila) euro.
Stiamo raccogliendo altre testimonianze di italiani che, senza apparente ragione o per futili motivi, sono stati arrestati, sottoposti a percosse dalla polizia croata e poi rilasciati a seguito del pagamento di un riscatto, testimonianze che saranno sottoposte all’attenzione della Corte Europea dei Diritti Umani. Quello che ci preme far sapere è soprattutto il rischio che un cittadino italiano corre andando in vacanza in Croazia. La testimonianza di Giuseppe Monsurrò, confermata da diversi testimoni, non lascia adito a dubbi sul fatto che la polizia croata non solo tende a prendere di mira i cittadini italiani, ma si spinge addirittura a insultare le Istituzioni italiane e le forze dell’ordine italiane (carabinieri e polizia).
Nonostante diverse interrogazioni parlamentari, il caso Croazia non sembra al momento interessare l’attuale Governo Italiano, per cui la cosa più ovvia da fare era rivolgersi all’Europa, dato anche che proprio la Croazia ha chiesto l’ingresso nell’Unione Europea. Secondo Protocollo ha chiesto alla Corte Europea dei Diritti Umani di aprire un procedimento contro la Croazia, fornendo prove inconfutabili dei reati commessi dalla polizia croata contro il cittadino italiano Monsurrò Giuseppe e contro altri cittadini italiani. Allo stesso tempo intende mettere in guardia quanti si recheranno nella prossima estate in Croazia, consigliando vivamente di procurarsi i numeri di telefono dei consolati italiani presenti sul territorio croato e soprattutto di prendere coscienza di quali siano i propri Diritti stabiliti dalle leggi internazionali, primo fra tutti il Diritto di contattare immediatamente le autorità consolari italiane, nel caso ci si trovi per qualsiasi motivo in condizioni di arresto.
Giuseppe Monsurrò, come altri italiani, era semplicemente in vacanza in Croazia con la famiglia, gente perbene che non ha mai fatto niente di illegale, trovatosi improvvisamente in prigione, percosso violentemente dalla polizia e lasciato per giorni interi seminudo, senza acqua e viveri. Hanno dovuto pagare un riscatto (o cauzione??) di 40.000 euro per poter tornare a casa.
Secondo Protocollo è una organizzazione per la difesa dei Diritti Umani con sede a Urbania (PU) e con filiali a Roma, Ancona, Other (Gran Bretagna) e Washington (Stati Uniti)

Commenti (5)

  1. sono tornato ieri sera dalla bosnia .mi è accaduto un fatto vergognoso in croazia,la polizia mi ha inseguito dopo essere uscito da un incrocio,rispettando il codice stradale,mi sono fermato allo stop,poi ho girato a sinistra,sulla mia destra c’era una pattuglia ,mi ha inseguito,fermato e mi ha incolpato che non mi ero fermato all’incrocio,io ho protestato ,ma loro si sono messi a gridare ,ma io ero fermo nella mia verità,allora mi hanno detto che non ho dato la precedenza a una macchina che stava arrivando all’incrocio(era circa a più di cento metri di distanza quando sono partito essa era ancora lontana)non c’è stato niente da fare mi hanno aggredito verbalmente ho dovuto pagare 70 euro corrispondenti a 500cune.

  2. Mi dispiace che ci siano nazistelli irredentisti che sotto mentite spoglie continuino a raccontare che i croati sono razzisti, bla bla bla. Io, italianissimo, le vacanze in Croazia le faccio dal 1992, quando non ci andava nessuno per paura di una guerra che si combatteva a centinaia di km. di distanza. E posso dirvi cinicamente che il fatto che ci fossero pochi chiassosi e lamentosi connazionali non fosse affatto una cosa negativa. Bene, dal 1992, ho ogni anno cambiato posto, perché la costa croata è talmente bella che mi piace visitarla palmo a palmo. In 18 anni, mai avuto un problema.
    Le bugie hanno le gambe corte…

  3. Vorrei anch’io dare la mia testimonianza della nostra vacanze in Croazia già dall’ anno 1997.
    L’ abbiamo girata in largo e il lungo con la nostra barchetta, e in tutti questi anni non ci è mai capitato niente di brutto come descritto.
    Abbiamo avuto controlli in mare e a terra ma i poliziotti o i mariani sono sempre stati inflessibili ma corretti.
    Mi sembra che 2 o 3 commenti negativi non possano influenzare le vacanze di migliaia di italiani che tutti gli anni paasno le loro vacanze in quei posti.

  4. Alberto Orlandi, chi ha dei problemi con la Polizia è perché evidentemente se li è andati a cercare…

  5. Ma questo Monsurrò che viene dalla terra della “munezza” di cosa ci vorrebbe convincere? del fatto che la polizia sia intervenuta senza motivo. Se lo ha fatto, un motivo invece ci sarà: i napoletani non hanno nessuno rispetto per la Polizia, né in Italia, né in Croazia, quindi nessuna debolezza nei loro confronti. Un plauso alla Polizia croata per avere insegnato a questi “munnezzari” un po’ di educazione.

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