Adoc: solo il 25% degli italiani in vacanza, boom dei viaggi a rate (+2%) e low cost

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Indagine Adoc sul turismo estivo. Secondo l’Associazione solo il 25% degli italiani andrà in vacanza, rivedendo al ribasso le stime di Federalberghi, che prevede un esodo per il 50% dei cittadini. “Solo un quarto degli italiani si godrà una vacanza, quest’estate – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – e più della metà dei partenti soggiornerà, in media, una settimana al massimo, mentre solo l’1% potrà permettersi quasi un mese di relax. Il carovita, spinto soprattutto dal caro carburanti, e l’aumento dei prezzi di affitti e servizi sono dei grossi ostacoli per le famiglie, che si vedono costrette a ridurre drasticamente i propri giorni di ferie per potersi permettere una vacanza dignitosa.”
Secondo l’Adoc è boom dei viaggi a rate. Ma i problemi economici si prospettano soprattutto al ritorno delle vacanze. “L’indebitamento per le vacanze sta divenendo una pratica diffusa, in crescita di circa il 2-3% rispetto allo scorso anno, per un importo medio di 1500 euro – continua Pileri – sia i viaggi, che i gli alberghi e i ristoranti oggi vengono pagati a rate. Con il rischio, elevato, che il relax di una settimana si tramuti in un sacrifico economico troppo oneroso da sostenere durante il resto dell’anno, visto che gli interessi arrivano anche fino al 24%. Anche i tour operator stessi offrono prodotti finanziari ad hoc, che vanno ad aggiungersi agli altri tipi d’indebitamento.”
Le mete più gettonate saranno le località marittime, soprattutto del Mediterraneo, e i paesi dell’area dollaro, con preferenze per USA e Messico, grazie al cambio favorevole. L’Italia perde terreno, sia come turismo interno che straniero, a causa del servizio non eccelso, accompagnato da prezzi elevati, di alberghi e ristoranti
Negli ultimi sei anni gli alberghi e ristoranti italiani sono usciti dal mercato – continua Pileri – gli altri paesi del Mediterraneo, soprattutto Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia e il Nord Africa, persino la costa francese, più accessibili da raggiungere anche grazie ai low-cost e ai last minute, offrono soluzioni di soggiorno e ristorazione ad un costo pari alla metà o ad un quarto di quelle italiane, con un’offerta qualitativamente migliore. Comportando la disaffezione verso le strutture e località turistiche nostrane. Registriamo, infatti, una diminuzione progressiva del turismo straniero nel nostro territorio.”
L’Adoc enuncia il quadro della crisi del turismo italiano, in particolare di alberghi e ristoranti.
Gli alberghi non hanno risolto i problemi di adeguamento agli standard di qualità e servizio di livello europeo – prosegue Pileri – il sistema delle stellette, in Italia, non corrisponde all’equivalente di un Paese concorrente. Per esempio, una struttura alberghiera a 2 stelle in Francia o Spagna offre servizi e qualità migliori di una italiana a 3 stelle. Viceversa, gli alberghi italiani a 2 stelle, nella stragrande maggioranza dei casi, non vengono presi in considerazione, in base ai gusti e alle abitudini delle famiglie italiane. I ristoranti praticano prezzi troppo alti e la determinazione del conto finale, ancora oggi, non è completamente trasparente, nonostante gli appelli dell’Adoc e delle altre Associazioni dei consumatori. L’aggiunta del pane e coperto o del servizio costituiscono una vessazione non compresa dai turisti stranieri. Contribuendo a far loro preferire altre destinazioni.”
Ultima menzione, di rimpianto, per la situazione del Sud Italia.
Il Sud, che ha eccezionali bellezze naturali, marine e gastronomiche, non riesce ad attrarre – conclude Pileri – i prezzi di alberghi e ristoranti sono stati adeguati ai picchi più alti d’Italia, senza offrire, in controparte, elevati standard di qualità e servizio. Non si tiene conto, infatti, della mancanza delle infrastrutture necessarie per raggiungere le località turistiche, che siano all’altezza dei prezzi richiesti.“

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Immagine | Beach Huahine – Tahiti (Polinesia), di Tiarescott, da Flickr Creative Commons, Licenza CC-by

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