A Firenze la tintarella sull’ Arno si prende sotto la Pescaia di San Niccolò

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A Firenze la tintarella sull’ Arno si prende sotto la Pescaia di San NiccolòA Firenze la tintarella sull’ Arno si prende sotto la Pescaia di San Niccolò

A Firenze la tintarella in riva all’ Arno si prende in una spiaggia sotto la Pescaia di San Niccolò, dove un tempo passeggiavano i pittori e i giovani scoprivano l’ amore: un chilometro e mezzo di piacere.
Tra ombrelloni e sdraio in tela grezza, la sabbia come letto, le docce vaporizzanti per sfuggire al caldo del sole, alla Pescaia di San Niccolò sembra di poter toccare Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio e gli Uffizi.
Là dove un tempo faticavano i renaioli, dove amoreggiavano le ragazze e i ragazzi di Pratolini, dove passeggiavano Alfonzo Gatto e Dino Caponi col più giovane dei pittori della cerchia fiorentina, il simpaticissimo Piero Vignozzi (che ancora si commuove a ricordare quella bella gioventù), ora si prende il sole nello spazio relax dei turisti più illuminati, quelli a cui piace tuffarsi nella città che visitano e anche dentro la sua storia popolare.

Così finalmente da Palazzo Vecchio è venuta un’ idea geniale per sfruttare il fiume Arno e trasformarlo in un giardino per l’ abbronzatura da città.
E dato che quasi nessuno ha volglia di mettersi in coda per cercare la spiaggia, anche i fiorentini decidono di provare la Pescaia in tutta tranquillità anche per l’ ultima tintarella di settembre.

Certo il bagno nell’ Arno è negato, ma ci sono le docce vaporizzanti. L’ esperimento iniziato già dall’ anno scorso ha dato buoni risultati anche quest’ anno, sulla scia di quanto avviene anche a Parigi coi bagnanti sulla Senna e a Roma.
Firenze non è da meno per bellezza ed internazionalità. Per ora non ci sono punti di ristoro alla Pescaia di San Niccolò e speriamo che tutto resti così: uno spazio dedicato solo alla natura e al relax. Unica concessione magari un chioschetto dove gustare qualcosa di buono e di familiare, una menta, un’ orzata, una bibita all’ amarena.
Almeno sull’ Arno, in riva al fiume di Dante, che si possa guardare Firenze per quel gioiello che è.

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