Trekking e alpinismo: cucina da campo, stoviglie, viveri, filtri e potabilizzatori. Vacanze in Montagna

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 Per i viaggi più lunghi e in zone poco accessibili è necessario portarsi viveri e… la cucina da campo. Come si fa a viaggiare leggeri e con utensili che possano servirci a tutto? Scopriamolo insieme…

LA CUCINA: CAMPING GAS, META, FORNELLO A PETROLIO
Il classico camping-gas funziona egregiamente, anche se in alta quota il consumo è maggiore. In aereo non è consentito trasportare le bombolette, ma molti escursionisti trovano il modo di mimetizzarle.

Per scaldare le bevande nelle soste, meglio avere con sé un fornellino a méta. Per risolvere ogni vostro problema di trasporto aereo, di pezzi di ricambio e di combustibile, si può sempre acquistare sul posto l’ occorrente, come fornelli a petrolio dotati di una pompa a pressione.

Il funzionamento è molto semplice: caricato il serbatoio, si chiude la valvola di sfogo e si comincia a pompare finché non esce un po’ di petrolio dall’ ugello. Avviate quindi la fiamma scaldando il liquido con un pezzetto di carta infiammato. Quando dal getto inizierà a uscire una fiamma azzurra e non più gialla ed udite l’ inizio del sibilo, continuate a pompare fino al massimo della potenza di fuoco. L’ operazione non è sempre facile, ma dopo ripetuti tentativi diverrete abili fuochisti. Comprate anche l’ ago per tenere pulito il getto e le guarnizioni della pompa. Controllate tutti i giorni la manutenzione del fornello.

Preventivate un consumo di un litro al giorno pur calcolando che in alcuni posti tappa si riescono a trovare rametti o formelle di combustibile secco (ovvero escrementi).

I fornelli policombustibili funzionano bene solo in Europa o in America del Nord. Negli altri paesi è difficile trovare combustibili senza impurità ed il fornello ha alte probabilità di guastarsi rapidamente.

STOVIGLIE
Tutte sono acquistabili anche localmente, Se si porta dall’ Italia la gavetta, il consiglio è quello di trovarle abbastanza larghe da poter fungere anche da pentolino.

VIVERI
Anche quando ci si affida ad un’ agenzia locale per risolvere il problema del vitto occorre tener presente che i cuochi, per quanto bravi ed esperti, non possono rivaleggiare con un italiano in vacanza appassionato di cucina. Ben presto si vede che al cuoco non resta che preparare il tea o il chapati o cuocere verdure e piatti locali, mentre i trekkers tentano di sostituirlo nella preparazione dei piatti occidentali. Vediamo cosa è utile portare dall’ Italia e cosa si può comprare sul posto…

Nei 20 chili del bagaglio consentito sull’ aereo entrano comodamente, oltre alla normale attrezzatura, anche alcune confezioni alimentari. Si consiglia di trasportare quei generi che possano variare la monotonia dei piatti locali. Ben vengano quindi le confezioni di cibo disidratato o liofilizzato (vanno benissimo anche quelli in vendita nei supermercati) ed i prodotti sottovuoto. Prosciutto ed insaccati vari, grana in pezzi e caciotte affumicate di conservano ottimamente con un scarto che si aggira sul 10% dopo 3 settimane di trekking (evitate il prosciutto cotto e la mortadella). Il prosciutto sul chapati è ottimo!
Ma lo sono anche la maionese in tubetto, il pomodoro concentrato… la fantasia gastronomica italiana non ha limiti e molti degli ingredienti come zucchero, sale, thé, caffé, lenticchie, farina, cioccolata, marmellata, miele, biscotti, riso e verdure, formaggini in scatola, minestre in bustina, scatole di tonno, sardine, gamberi, formaggio australiano, burro, latte…
Per il trasporto di questi viveri è opportuno munirsi di grossi sacchi di iuta o di bidoni di plastica.

Controllate sempre la scadenza e lo stato di conservazione delle confezioni, evitando o gettando quelle ammaccate. Il deterioramento del contenuto può avere come conseguenza il botulismo: una forma di avvelenamento contro la quale non esistono rimedi!

FILTRI
Sfruttando un brevetto della NASA varie case producono strumenti di depurazione di varie dimensioni, peso e… costo. Il denominatore comune è il divieto di usarli con l’ acqua salmastra che li danneggia irrimediabilmente. Inutili i filtri a cannuccia.
– FILTRO POTABILIZZATORE H20K: il materiale filtrante è l’Hygene, carbone oligodinamico che elimina totalmente i diversi agenti contaminanti e lascia tuttavia passare i sali minerali, essenziali per l’ organismo. L’ H20K è superiore ai normali filtri carbone (o carbone attivato) che si limitano ad una semplice azione meccanica e che usati a lungo diventano essi stessi fonte di inquinamento. L’ efficacia del potabilizzatore può essere aumentata in condizioni di estrema emergenza di fronte ad acqua inquinata e sporca con le pastiglie Micropur. E’ ormai prassi abituale dei più esperti viaggiatori filtrare l’ acqua in un contenitore e poi lasciare agire il Micropur. Operazione lunga e monotona: un litro d’ acqua in otto minuti, ma sicuramente necessaria in alcune situazioni.
– POMPA KATADYN, il non plus ultra dei filtri. E0 una grossa siringa cilindrica dal peso di 650 grammi, lunga circa 25 centimetri. Agendo sullo stantuffo si preleva l’ acqua tramite un tubo di gomma flessibile e la si pompa dentro un contenitore da porre sotto il rubinetto incorporato. Il Katadyn è dotato di un comodo astuccio e di uno spazzolino che serve alla pulizia. Fornisce circa 3-4 litri in un minuto ed elimina qualsiasi particella in sospensione. Terminata l’ operazione di pompaggio compiere un’ ulteriore disinfezione con il Micropur specie in presenza di acqua sospetta.

POTABILIZZATORI CON SOSTANZE CHIMICHE
Il Micropur è ottimo: elimina i batteri dell’ acqua potabile e ne permette la conservazione nei serbatoi di qualsiasi dimensione. In pastiglie da 1, 25, 100 litri ed anche in gocce. Il Micropur agisce in un’ ora. E’ insapore e senza pericolo per le persone anche se erroenamente venisse aumentata la dose, poiché è senza cloro né iodio. In ogni caso è bene ricordare che non esiste un prodotto che, senza nuocere al nostro organismo, elimini qualunque causa di infezione intestinale: l’ unico rimedio sicuro è la bollitura.

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