Cioccolato: dal Piemonte alla Sicilia, un itinerario alla scoperta del cibo degli dèi

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Ripercorrere la storia del cioccolato è come ripercorrere i sentieri delle epoche, le abitudini, le leggende e i vizi delle varie società . Da cibo degli dei a cibo dei dogi. Da alimento d’elite a simbolo goloso per nuove relazioni. Il cioccolato è comunque sempre stato simbolo di qualcosa o rappresentazione dei sensi. Ma il cioccolato è anche relazione, un modo d’incontrarsi con altri.
Nella Venezia del Settecento nascevano le prime “botteghe del caffè”, antenate dei nostri bar dove il cioccolato troneggiava e dove si misuravano i mastri cioccolatieri. Nel 1760 la Gazzetta Veneta ne documenta l’enorme diffusione attribuendole svariate virtù e considerandola una panacea contro i più diffusi mali dell’epoca. Si diceva che anche Casanova ne facesse largo uso accrescendone il fascino e la sensualità.

I mastri cioccolatieri a Belluno
Tra vizi e golosità crebbe la tradizione cioccolatiera veneta che negli ultimi anni è cresciuta di qualità soprattutto nel bellunese. Alcuni dei cioccolatieri italiani più prestigiosi e premiati a livello internazionale risiedono proprio in quest’area creando vere e proprie opere d’arte in cioccolato con aggiunte preziose dai profumi di grappa al miele di castagno o ai frutti di bosco. Ma la creatività dei maestri guarda anche alle terre lontane con l’aggiunta di spezie e sapori coloniali. Uno dei più classici abbinamenti è quello con il caffè, che molto frequentemente viene selezionato e tostato direttamente nei laboratori degli artigiani cioccolatieri.

Gli artigiani del cioccolato a Cuneo
Nella provincia di Cuneo gli artigiani da sempre dedicano tempo, esperienza e una cura maniacale alla ricerca e all’arte del cioccolato con nomi che evocano sapori d’eccellenza : il Giandujotto e la Spalmabile Gianduja. Qui la tradizione tramanda sapori finissimi e conoscenze rare delle piantagioni. E da questo nascono raffinate tavolette, praline e abbinamenti fortunati con i lamponi, le albicocche, i marroni e preziosi ‘ripieni’ con vini, distillati ma anche con il rum espressione famosa quella dei “Cuneesi al Rum”. Nel cuneese il cioccolato ha trovato la sua identità eccelsa con la Nocciola Tonda Gentile Trilobata, una IGP riconosciuta come la migliore del mondo.

I laboratori di eccellenza
Ora si può scoprire la strada del cioccolato con gli indirizzi migliori dei maestri italiani consultando il sito www.cioccolatiditalia.it che traccia la mappa dei laboratori d’eccellenza e di tradizione, ma anche dei maestri emergenti. Un percorso che va da Nord al Sud con il cioccolato artigianale di Modica, cult dell’immaginario goloso. Il “Modicano” viene dai custodi di una tradizione che si perde nella notte dei tempi, che si è tramandata in forma non scritta custodendo segreti e sapori e che ancora oggi sfugge alla produzione di massa. Qui il cioccolato si lavora ancora a freddo in piccoli laboratori familiari sparsi in questo luogo-gioiello della Sicilia.

Il cibo degli dèi
La storia del cioccolato parte da lontano e in Occidente arrivo’ agli albori del 1500 quando gli indios dell’isola di Guanaja offrirono a Cristoforo Colombo un frutto che chiamavano il ‘Cibo degli Dei’. Anni dopo, i nobili spagnoli scopriranno i piaceri della cioccolata liquida, ed attraverso la vicina Francia questa prelibatezza arriverà in Piemonte grazie al duca Emanuele Filiberto di Savoia. La regione sabauda diventa così il primo centro italiano di produzione e di consumo del cacao, e primo luogo del cioccolato di altissima qualità.

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