Nuovo look per il Moulin Rouge

di Redazione 1

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Il Moulin Rouge, storico cabaret di Parigi, cambierà presto look per adeguarsi ai tempi moderni: una vetrata sulla facciata, una sala più grande per il celebre french cancan, una brasserie sul retro e persino una camera da letto posizionata nel celebre tetto del mulino per notti di follia. E’ il progetto ambizioso del nuovo direttore, Jean-Jacques Clerico, che ne è proprietario dal 2009.

Le novità
Il palazzo non è classificato tra i monumenti storici, quindi tutto è possibile – ha detto Clerico –. In particolare la sala da ballo passerà da 850 posti a 1.200 e sarà dotata di tutte le nuove tecnologie per la nuova coreografia in programma l’anno prossimo“. Tra le altre novità, ha aggiunto, ci sarà un’unica camera da sogno nel Mulino sopra il tetto per “un’esperienza d’eccezione“.

Il Moulin Rouge
Il Moulin Rouge, situato nel famoso quartiere a luci rosse di Pigalle, al XVIII arrondissement di Parigi, vicino a Montmartre è uno dei più famosi locali di Parigi, inaugurato il 6 ottobre 1889 da Charles Ziedler. Il Moulin Rouge nacque sull’onda del successo del Moulin de la Galette, un ristorante danzante ricavato nel 1870 dentro un vecchio mulino a vento nella parte alta di Montmartre. Charles Ziedler e Joseph Oller, allora proprietari dell’Olympia pensarono di creare un cabaret sullo stesso stile del Moulin de la Galette a Pigalle, proprio ai piedi di Monmartre, e di costruirvi sopra un mulino ovviamente finto, vista la mancanza di vento in quella zona.

Il Can Can
Il suo successo fu pressoché immediato, anche per il repertorio di danze e spettacoli, fra cui il celeberrimo can-can (nato dalla “quadriglia naturalistica”), assolutamente rivoluzionari per quei tempi, ma che furono ritenuti licenziosi dall’opinione pubblica e che ebbero, nel 1898, un ritrattista d’eccezione come Henry de Toulouse-Lautrec, assiduo frequentatore dei quartieri di Pigalle e Montmartre. Henry de Toulouse-Lautrec trovò nel locale molte fonti di ispirazione e ritrasse molti degli abituali frequentatori del locale, in particolare la ballerina Louise Weber soprannominata “La Goulue” (la golosa). Sembra che nel 1891 fosse proprio Toulouse-Lautrec a persuadere la ballerina ad abbandonare il Moulin de La Galette per il Moulin Rouge fondato due anni prima. Per l’occasione disegnò e fece stampare il famoso manifesto con la rappresentazione della “Goulue”.

Mistinguett
Durante gl inizi del XX secolo, il suo repertorio si trasformò parzialmente lasciando grande spazio all’operetta e aprendo la strada verso il successo a Mistinguett, oggi riconosciuta a giudizio unanime come la più famosa vedette del locale parigino. Con la diffusione del cinema, verso la fine degli anni Trenta, la fama del Moulin Rouge, sembrò offuscarsi, ma si trattò solo di un periodo transitorio. Già nel secondo dopoguerra, gli astri nascenti della canzone francese Edith Piaf e Yves Montand concorsero ad accrescere nuovamente la notorietà di questo luogo che è ormai entrato nella sfera del mito.
Ancora oggi il Moulin Rouge è rimasto un’attrazione per molti turisti grazie alla sempre ricca offerta di spettacoli di intrattenimento e danza.

Commenti (1)

  1. capisco l’adeguarsi ai tempi moderni tuttavia sono sempre un po’ scettica sulle modifiche di vecchie strutture… c’è il rischio che perda tutto il suo fascino…

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