Olimpiadi 2020, il rilancio dell’Abruzzo passa dal turismo mondiale

di Redazione Commenta

La collaborazione tra Roma, L’Aquila e l’Abruzzo, cominciata l’anno scorso e che avrà un percorso di 10 anni, deve puntare su proposte alternative e innovative da proporre sul mercato mondiale“. A parlare è il vicesindaco di Roma Capitale, il senatore Mauro Cutrufo, che ha portato il saluto del saluto del sindaco Alemanno al convegno “Qualità e sostenibilità per un sistema integrato della montagna nelle regioni di mezzo” che si e’ svolto a Roccaraso (Aq).

Le Olimpiadi del 2020
Abbiamo l’orizzonte delle Olimpiadi 2020, in cui l’Abruzzo sarà coinvolto non solo per le bellezze paesaggistiche ma anche per le esigenze organizzative. I grandi eventi possono avere un forte traino per il turismo, e sono un’enorme vetrina mondiale, come accaduto a Sidney. Roma ne ha già ospitati molti e il prossimo sarà la beatificazione del Primo maggio, per cui attendiamo circa 2 milioni di visitatori. Invito gli abruzzesi a riflettere su appuntamenti di richiamo mondiale che possiamo condividere, perché Roma si deve rapportare con il mercato globale. E per aggredire questo target abbiamo la necessità di infrastrutture per i collegamenti e di infrastrutture per il turismo. Le prime sono strategiche e in loro funzione stiamo rivedendo la nostra comunicazione mondiale. Ho firmato un protocollo con Firenze e Venezia, e sto cercando di coinvolgere anche Napoli, perché i grandi flussi turistici arrivano a Roma e da li’ grazie all’Alta velocita’ raggiungono in un’ora o un’ora e mezza le altre mete del turismo. Anche su questo si dovrebbe aprire una riflessione“.

Le infrastrutture per il turismo
Poi ci sono le infrastrutture per il turismo – prosegue Cutrufo –. Parigi ha Disneyland, 2 mila ettari con il parco a tema, che da solo attrae 16 milioni di turisti l’anno, cui si aggiungono anche altri elementi di attrazione come centri commerciali e golf. A Roma stiamo costruendo il Secondo polo turistico, con un sistema congressuale, golfistico, nautico-diportistico, di parchi a tema, ne stiamo costruendo due, e parchi verdi attrezzati, che sviluppera’ un’offerta differenziata. Questo perché la Capitale pur essendo prima nel turismo archeologico monumentale e religioso si ferma a 30 milioni di presenze turistiche, dopo Parigi, che è a 53 milioni, e Londra, a 125. Vuol dire che le nostre concorrenti riescono ad incrociare molto piu’ di noi la domanda mondiale di turismo, che solo nella misura del 7% si sposta per il turismo culturale e del 9% per quello religioso”.

Alla ricerca di novità
E’ evidente che le proposte ‘tradizionali’ sono una base ma non sono più sufficienti. Colosseo per Roma, o montagna per l’Abruzzo sono il traino ma poi dobbiamo cercare la novità. Oggi Tokyo e Dubai offrono già la possibilità di sciare al chiuso, tutto l’anno. Accolgo volentieri la possibilità di collaborare con l’Abruzzo che ha con Roma un forte legame, visto che gli abruzzesi sono circa 50mila nella capitale e sono la terza famiglia regionale dopo campani e calabresi. Lancio da qui l’invito a riflettere insieme su proposte innovative, progetti strategici di ampio respiro, in grado di attrarre anche investimenti privati come sta avvenendo a Roma, dove nel Secondo polo i privati stanno impegnando risorse per proprie costruire per il centro congressuale, l’acquario sotto al laghetto dell’Eur, il parco di Cinecittà world e molte altre opere. Tra Roma e l’Abruzzo ci sono dei bei progetti che coivolgono i giovani e puntano sull’offerta ambientale e culturale. Sono importanti e possono essere propedeutici allo sviluppo di un’offerta strategica che però va costruita e studiata in base alle nuove esigenze del turismo mondiale“.

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