Guida di Viaggio a Todi:Elegante città medievale, meta tra le più affascinanti dell’Umbria.

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Todi è una cittadina di circa 16.500 abitanti che si trova in Umbria, in provincia di Perugia.
Elegante città medievale, meta tra le più affascinanti dell’Umbria, Todi sorge austera e malinconica sulla cima di una collina che sovrasta la bellissima valle del Tevere. Passeggiando per le stradine di Todi, potrete lasciarvi catturare dall’incanto di una città in cui si respira ancora un’atmosfera d’altri tempi. In Piazza del Popolo, antica sede del foro romano, potrete visitare i principali monumenti di Todi: il Duomo, il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Capitano ed il Palazzo del Popolo; tutti simboli di un potere che fu. Sempre in questa Piazza, potrete alternare alla visita culturale piacevoli soste in qualche caffetteria o in una delle botteghe tipiche per acquistare i tessuti lavorati a mano. Da non dimenticare la tradizione vinicola di Todi: il vino è da sempre protagonista indiscusso della vita dei tuderti.
L’abitato di Todi è circoscritto tra tre cerchia di mura (etrusche, romane e medievali) e innumerevoli sono i tesori che vi sono racchiusi.
L’economia di Todi è legata in particolare al turismo, che rappresenta per la graziosa cittadina umbra una delle maggiori fonti di reddito.
La città si puo considerare divisa in due zone distinte: la parte interna alle mura medievali suddivisa in rioni e la parte nuova posta esternamente alle mura suddivisa in quartieri. I principali quartieri della città sono: Santo Stefano, Sant’Arcangelo, Crocefisso, Cappuccini, Quartiere Europa, Broglino e Torre Squadrata.

Tracce di storia
Le origini di Todi si perdono nella notte dei tempi e numerose sono le testimonianze dell’epoca etrusca e dell’epoca medievale.
Intorno al 1834 fu abbattuta la porta di San Giorgio, o di Santa Margherita, o della Consolazione, mentre le porte Orvietana e della Cupa sul versante occidentale franarono a valle (solo di porta Orvietana è possibile oggi osservare gli avanzi). Intorno agli stessi anni furono abbattute le quattro porte con chiusure caditoie che proteggevano la piazza grande.

Punti d’interesse:

S. MARIA DELLA CONSOLAZIONE
Isolata fuori dalla cerchia delle mura medievali sorge la chiesa di S. Maria della Consolazione, un edificio rinascimentale a croce greca con tre absidi poligonali e una, quella a nord, semicircolare. Nel 1508 iniziarono i lavori di scavo delle fondamenta secondo il disegno che con molta probabilità fornì Bramante. Un operaio era intento a pulire dai rovi l’immagine a fresco della Madonna col Bambino e santa Caterina d’Alessandria; con il panno che stava usando si deterse un occhio semispento per una fastidiosa cateratta e questo miracolosamente guarì. Il popolo accorse ed immediatamente i maggiorenti della città decisero di innalzare alla Madonna detta appunto “della consolazione” un tempio bellissimo e di grandi dimensioni. Quella antica immagine è ancora oggi conservata nell’occhio centrale della fastosa e barocca macchina d’altare .

CONVENTO DI MONTESANTO
Sorge su un colle situato ad ovest di Todi nei pressi di una località denominata il Fornetto dove nel 1835 venne trovato, insieme con rocchi di colonne, capitelli e fregi di marmo bianco, la statua bronzea di scuola orvietana di antico guerriero, oggi pressi i Musei Vaticani, dai più ribattezzato come Il Marte di Todi. Nell’alto medioevo su questa altura, conosciuta con il nome di Monte Mascarano, fu costruita una fortezza che doveva difendere Todi dagli assalti della nemica Orvieto. Nel 1235 frate Ruggero da Todi, compagno di S. Francesco, ottenne dall’abbazia di San Leuio il luogo per ospitarvi un gruppo di monache francescane che al tempo di chiamavano Damianite (dal convento d San Damiano in Assisi) e non ancora Clarisse. Trasferite le monache in città dopo la peste del 1348 vi si insediarono i francescani dell’Osservanza nati dalla riforma del 1373.Davanti all’edificio si trova un tiglio secolare piantato secondo la tradizione nel 1426 in occasione della pridicazione di san Bernardino. Dal suo altare maggiore proveniva la sontuosa pala d’altare rappresentante l’Incoronazione della Vergine che in periodo napoleonico si tentò inutilmente di trasportare a Parigi.

S. FORTUNATO
Innocenzo III nel 1198 consacrò un altare dedicato a San Cassiano all’interno della antica chiesa di San Fortunato che reca però numerose testimonianze della sua origine paleocristiana. Questa prima chiesa di cui restano oggi i leoni stilofori del portale di ingresso, due pulvini d’arte bizantinezziante ed una trasformati in acquasantiere era orientata secondo l’uso corrente da ovest ad est e corrispondeva alla Cappella Gregoriana a destra dell’attuale catino absidale Nel giugno del 1292 si gettarono le fondamenta del nuovo sontuoso edificio in purissimo stile gotico con impianto “a sala”. I minori francescani ed il comune di Todi profusero nell’opera le loro migliori energie almeno fino alla devastante peste del 1348 quando, secondo vari indizi i lavori vennero sospesi per riprendere a seguito di una riformanza comunale del 1405 che imponeva una tassa del due per cento su tutti i passaggi di proprietà per finanziare la fine dell’opera cui attese il maestro Giovanni Santuccio da Firenzuola ed il nepote Bartolo. Intorno alla metà del ‘400 fu completata la bellissima sezione inferiore della facciata. Una grossolana leggenda vuole che non fosse terminata perché gli orvietani accecarono il Maitani in quanto temevano che questi la facesse più bella di quella del duomo di Orvieto. Tanto si narra ancor oggi in dispregio delle incolmabili inesattezze storiche e cronologiche.

CARCERE DI S. CASSIANO
Poco distante dal tempio di S. Fortunato, posto sul colle della Rocca (il punto più alto di Todi), si trova il carcere di S. Cassiano, una cisterna romana dove la tradizione vuole che nel II sec. vi fosse rinchiuso il martire Cassiano. Più tardi fu trasformato in oratorio cristiano e per molto tempo vi si conservarono le reliquie dello stesso Fortunato, patrono della città.
La costruzione, di forma quadrangolare, presenta una porta d’ingresso a tutto sesto che poggia sopra due rudimentali capitelli, e due piccole finestre aggiunte successivamente

LA ROCCA Rappresenta il punto più alto della città (m. 411). Fu fatta erigere nel 1373 da Papa Gregorio IX per confermare il proprio potere sui todini. Per ricavare lo spazio necessario furono demoliti il monastero di S. Leucio e molte case private facenti parti del popoloso Borgo di San Giorgio Dopo alterne vicende, fu demolita definitivamente nel 1503 da Ludovico degli Atti, e di essa ne rimangono solo il grande torrione rotondo, “il Mastio”, ed alcuni resti delle opere di fortificazione.

CHIESA DI SS. FILIPPO E GIACOMO
Di essa si hanno notizie per la prima volta in un documento del 1276, ed è perciò da considerarsi una delle più antiche di Todi. La cripta, che originariamente era un luogo adibito a sepoltura, risale però alla fine dell’XI sec., e su di essa è stata successivamente costruita la chiesa, costituita da una grande aula con il presbiterio rialzato. Nel 1600 è stata incorporata al vicino monastero benedettino ed ha subito notevoli trasformazioni: chiusa la cripta vi è stato sistemato un ossario, il pavimento, originariamente in pietra, è stato rifatto in cotto, l’abside è stata chiusa da un muro , e la copertura è stata sostituita da due volte a crociera in mattoni. Anche la facciata è stata completamente modificata con l’apertura di tre finestre, l’ampliamento del portale e l’erezione del campanile a vela. Dopo essere stato sconsacrato ed avere ospitato una bottega di falegnameria, l’edificio recentemente è stato restaurato rimettendo in luce gli affreschi e gli ex-voto quattrocenteschi.

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