Kenya, l’arcipelago di Lamu: guida turistica

di Redazione Commenta

 

Non è ancora troppo turistico l’arcipelago di Lamu in Kenya e questo ha permesso alla zona di restare quasi del tutto incontaminata, tuttavia una volta giunti in tale tratto di Africa nera vi capiterà sicuramente la possibilità di organizzare a prezzi molto bassi una escursione che vi consenta di scoprirla. E’ formata da tre grandi isole che sono Pate, Manda e Lamu e moltissimi altri isolotti nascosti in una baia protteta tra la foce del fiume Tana e il confine con la Somalia. Tradizione swahili e cultura kenyota moderna si incontrano, mentre intorno rigogliosi palmeti e spiagge da sogno regalano al turista un paesaggio da cartolina.

Lamu è la zona più caratteristica con la sua architettura e il suo senso di integrità culturale, tanto che nel 2001 è stata iscritta tra i tesori Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Ecco perchè in linea di massima resta sempre la prima destinazione scelta ai visitatori. Ricca di hotel e ristoranti si può visitare a piedi. Da qui potrete arrivare pure a Shela Beach, mentre per giungere in altre zone dell’isola potrete arrivare in barca o a dorso d’asino.

 

Dhow, tipiche imbarcazioni locali, collegano ogni giorno la città di Lamu con Pate Island, ma qui è necessario trascorrere almeno una notte. Di sicuro se questa è la vostra meta per un tour, non potete perdervi:

  • Rovine di Nabahani: di tipo islamico che sono comunque disseminate lungo tutto l’arcipelago e risalgono al periodo dei primi commerci marittimi tra gli arabi e il popolo swahili.
  • Lungomare di Lamu: tra case e negozi del XIX secolo a due e tre piani con il tipico stile e con i muri in calcare corallino intonacato.
  • Manda Toto Island: si può raggiungere in giornata da Lamu per immersioni o snorkeling e si visita spesso insieme alle rovine di Takwa sull’isola di Manda.
  • Siyu: centro dell’isola di Pate, sorge su una fortezza realizzata a metà del XIX secolo.

 

 

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