Settembre e la sindrome da rientro al lavoro

di Francesca Spanò Commenta

 

No, non ve lo state inventando quel malessere che interessa ogni angolo del vostro corpo e, bando all’ipocondria, non siete ammalati gravemente. Il settore medico scientifico finalmente ha deciso di dare maggiore credito a tutte le persone che stranamente in questo periodo settembrino ogni anno dicono di non sentirsi bene. E’ la sindrome dal rientro a casa dopo le ferie, un cambio di abitudini e un ritrovato relax che il nostro organismo non vuole abbandonare e allora reagisce con strani sintomi  prima di desistere e adattarsi al solito, stancante ritmo.

Dimenticare le ore in più di riposo, il mare, l’aria aperta e le risate spensierate del resto non è immediato e rientrare nella quotidianità può essere difficile sia dal punto di vista fisico che psicologico. Ecco di solito quali sono i disturbi più comuni: senso di stordimento, calo dell’attenzione, mal di testa, problemi di digestione, raffreddore, mal di gola, tosse e vari dolori muscolari. Insomma si sta peggio di quando si è partiti per le vacanze ma per fortuna è solo un attimo e non durerà a lungo.

 

Addirittura da qualche tempo il sintomo più diffuso non solo è stato classificato ma ha anche un nome particolare che è Holiday Blues, cioè l’ansia e la depressione generate dalla difficoltà di riprendere il tran tran quotidiano che può apparire insostenibile. In questo caso, possono non mancare forti emicranie, spossatezza, momenti di sonnolenza o nervosismo e stati di apatia. Quasi sempre si tratta di un attimo di tristezza passeggera, ma se il problema persiste dovrete consultare il medico perchè potrebbe trattarsi di una forma depressiva ben più seria. Potrebbe quindi essere un disagio e una insoddisfazione da approfondire più seriamente. Rilassatevi, fate un bel sospiro di sollievo e guardate avanti: magari riuscirete a scappare anche solo per un weekend e partire ricordando i bei giorni d’estate.

 

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