Sicilia: un pomeriggio a Bagheria, cosa vedere e cosa mangiare

di Francesca Spanò Commenta

Bagheria, a pochi chilometri da Palermo, è famosa per il film Baaria di Giuseppe Tornatore di un paio di anni fa, ma anche per essere stata la cittadina di Renato Guttuso. Turisticamente poco sfruttata, avrebbe invece delle immense potenzialità soprattutto se calcoliamo che un tempo era nota per essere una sorta di zona di villeggiatura dei palermitani, ricca di ville, eleganza e charme. Tutte queste strutture o, almeno, parte di esse oggi andrebbero restaurate, un progetto che solo in alcuni casi sta vedendo piano piano la luce. L’alta borghesia isolana ha fatto la storia del luogo e ancora adesso è possibile vedere Villa Butera, Villa Cattolica con annessa la tomba dello stesso Guttuso, Villa Palagonia e Villa Valguarnera. Gli angoli suggestivi, insomma, non mancano tra edilizia super moderna e negozi del centro.

Se avete voglia di provare qualcosa di tipico potete ad esempio optare per panelle, arancine (nel palermitano si chiamano così) o crocchette di patate. Proprio vicino la Villa Palagonia, ad esempio, si trova un “panellaro” che con una minima spesa delizierà il vostro palato. Lo stesso vale per il corso principale Umberto I, dove potrete concedervi anche lo sfizio di gustare le “patatine fritte da passeggio” in una bustina, mentre osservate le vetrine dei negozi. Attenti alla linea però. Per chi non ha problemi a confrontarsi con qualunque pietanza, anche la più curiosa, il consiglio è quello di non rinunciare al classico panino con la milza che potrete richiedere solo con qualche goccia di limone o con la ricotta.

Immancabile la visita alla “Villa dei mostri”, Villa Palagonia carica di statue grottesche che si dice dovevano far sentire meno brutto il suo proprietario. In questo periodo gli orari di apertura al pubblico vanno dalle 9 alle 13 e dalle 15:30 alle 17:30.  L’interno è famoso soprattutto per il salone degli specchi e quando era in condizioni perfette, non di rado si aveva l’impressione di vedersi sdoppiati.

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