India: un giorno al più grande festival della cultura indù

di Francesca Spanò Commenta

 

Si tratta del più grande festival della cultura indù, il Rath Yatra famoso e molto sentito in India. Riguarda la celebrazione più particolare nella città santa di Puri, in Orissa e ogni volta attira milioni di devoti provenienti da ogni parte del mondo. L’appuntamento dal tono spirituale è al Tempio di Jagannath Puri ogni anno per rievocare il  viaggio di Krishna, chiamato anche Jagannatha, con Balabhadra e Subhadra, i suoi due fratelli, verso la mitizzata magione di una zia.

Il momento per ricordare questo avvenimento è il secondo giorno del mese lunare (giugno/luglio) e stavolta la data in calendario corrisponde con il 21 giugno. I fedeli, durante la giornata,  accompagnano i tre giganteschi carri in processione e superano il milione e un pò di meno sono quelli che si avvicinano  sbarre e gomene per trascinare i carri dal tempio di Jagannath per circa 3 Km, fino al tempio Gundicha, mitizzata magione di una zia di Krishna e dei suoi fratelli. A questo punto le divinità rimangono in tale luogo per una settimana prima di tornare al Sri Mandira, la sacra casa, il tempio di partenza.Tutti in questo momento, vogliono avere la fortuna di toccare il carro o anche solo le corde che lo trascinano, anche perché questa azione corrisponde all’indulgenza plenaria.

Le celebrazioni si svolgono, in tono minore, contemporaneamente anche in altre città indiane e, soprattutto a Puri si sente l’aria di festa.La preparazione inizia due mesi prima e ogni anno i carri sono sempre nuovi e diversi. Il carro Jagannath a 16 ruote è coperto di stoffe rosse e gialle e si chiama Nandighosa; il carro Balabhadra di 12 ruote è coperto di rosso e blu con palma sulla sua bandiera e chiamato Taladhwaja; il carro Subhadra sempre di 12 ruote coperto con rosso e nero è chiamato Dwarpadalana. Due giorni prima della processione di Puri, le divinità vengono sottoposte a un bagno rituale sullo Snan Vedi, una piattaforma aperta. Per la vigilia, infine, i carri vengono adornati e sistemati fuori dal tempio, con le divinità coperte di gioielli ai carri, con una cerimonia solenne.

 

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