Il passaporto e la marca da bollo

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Per alcuni una tassa fastidiosa che si potrebbe evitare, per altri un tributo come un altro che deve pagare il viaggiatore che vuole allontanarsi dall’Italia per una vacanza. Quel che è certo è che la marca da bollo sul passaporto va rinnovata, per non rischiare durante un controllo di ricevere una sanzione. Si inserisce annualmente ed è facile avere dei dubbi su dove metterla e sulla scadenza.

La normativa parla chiaro in merito al passaporto. A partire da settembre 2007, la marca da bollo telematica ha sostituito quella cartacea. La prima è stata addirittura dichiarata fuori corso. Si può trovare oggi in distribuzione nelle tabaccherie e si devono preferire, solo ed esclusivamente le marche da bollo in formato di contrassegno telematico. Il costo ogni dodici mesi è di € 40,29 e si riferisce all’anno legale, che decorre dalla data di rilascio del passaporto.

La concessione governativa, apposta nel corso dell’anno, vidimata dalle autorità di P.S. competenti al rilascio del passaporto, ovvero dal personale di polizia di frontiera, avrà quindi una scadenza chiara. Corrisponderà al giorno e al mese che riguardano quelli riportati come scadenza del passaporto. Se però non si viaggia costantemente, si potrà non apporre il contrassegno telematico annualmente. In ogni caso, qualunque dubbio in merito si può facilmente eliminare controllando il sito della Polizia di Stato o rivolgendosi direttamente alle Questure di competenza. In effetti si tratta di una vicenda spinosa, che vede contro coloro che non sono d’accordo con il pagamento e dall’altro le autorità competenti che da anni stanno studiando il modo se non di eliminarla, almeno di accorparla a qualche altro tributo. Sempre meglio essere in regola, però, e non rischiare soprattutto se partite in continuazione per evitare qualunque tipo di sanzione e di ritardo prima della partenza. Se il viaggio è un piacere, meglio eliminare qualunque possibilità di stress.