Etna: un giro lungo la Strada del Vino

di Francesca Spanò Commenta

Intorno al vulcano non nasce nulla: niente di più falso. L’Etna, in Sicilia ne è un esempio. Le particolarità chimiche del terreno dove scorre la lava e poi si forma la cenere, fanno in modo che si possa produrre del vino molto buono. Alle sue pendici è sorta nel tempo una delle più rinomate zone di produzione di tutta l’Italia meridionale e conosciuta ben oltre i confini nazionali. 

Lo chiamano il vulcano buono e gli abitanti della zona ne sono quasi affezionati, perché raramente l’Etna fa seri danni e dimostra quanto questa terra sia giovane e in movimento. L’Etna Doc, in questo contesto, rappresenta il vino simbolo, il vero nettare degli dei della zona. Nella provincia di Catania è il primo a finire nelle tavole, soprattutto quando c’è qualcosa da festeggiare. Del resto è il primo della trinacria ad avere ottenuto la denominazione di origine controllata. Il felice riconoscimento ha interessato l’agosto del 1968.

Si può scegliere nelle tipologie di Rosso, Rosato Bianco e Bianco Superiore ed è ricavato da vitigni autoctoni. Se volete degustarlo direttamente sul luogo di produzione, può essere una buona idea quella di percorrere la Strada del vino dell’Etna con decine di cantine aperte al pubblico. In giro nella zona, quindi, potete raggiungere la storica Patria di Castiglione di Sicilia, Barone di Villagrande a Milo e le Cantine Nicosia di Trecastagni. Del resto, il vulcano di solito borbotta, regala uno spettacolo serale ma si limita a restare entro certi confini che, infatti, fanno storia quando vengono superati. I visitatori ne sono affascinati ma quelle rare volte in cui si “arrabbia” davvero, spara in alto lapilli e richiama l’attenzione, anche e soprattutto degli esperti che comunque lo studiano e monitorano la situazione costantemente. Del gigante, però, in pochi hanno paura. Il vulcano rappresenta, invece, una bella attrazione locale.

Photo Credit: Wikimedia Commons

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