Il restauro del Tempio di Venere
“Fino agli anni 80 era suddiviso in due metà“. Il Comune di Roma amministrava a quel tempo la cella di Venere, e il ministero quella di Roma. “Il restauro del tempio di Nerone si colloca in un programma messo a punto nel luglio 2009, che sta proseguendo secondo le tappe proposte – ha spiegato il commissario per le aree archeologiche di Roma e Ostia antica Roberto Cecchi -. Abbiamo riaperto la Vigna Barberini, poi le Arcate severiane. Grazie al sostegno molto forte del ministero stiamo riuscendo a organizzare un programma di tutela integrato“. La parola chiave é “manutenzione”, fondamento della tutela dei beni archeologici.
Una nuova vista dal Colosseo
All’intervento del commissario delegato si devono infatti la manutenzione straordinaria dell’area del tempio e le sistemazioni funzionali per l’apertura al pubblico dell’area monumentale. Le risorse impegnate ammontano a 264.084,80 euro. “E’ straordinario, grazie a questa opera di maquillage, il colpo d’occhio che oggi si coglie salendo dal Colosseo“, ha commentato la soprintendente Anna Maria Moretti. Non è che una tappa intermedia, però, del grande progetto sul Foro: è stato avviato il restauro del tempio di Antonino Falsina e in primavera il sito potrebbe essere, finalmente, illuminato lungo la ‘via Sacra’, fra l’arco di Settimio Severo e quello di Tito.
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