San Valentino a Firenze ma… alternativo!

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San-Valentino-a-Firenze-ma...-alternativoWeek end romantico a Firenze ma anche alternativo ai percorsi turistici di massa. Per una prima colazione all’insegna della calma bisogna andare da ‘Caffellatte’ nella centralissima zona universitaria di via degli Alfani, una ex macelleria che conserva il vecchio bancone in marmo e ha pochissimi tavoli in legno. Oltre al cappuccino migliore della città, si bevono tisane, the e infusi di ogni tipo, e cibi solo biologici (a pranzo anche piatti vegetariani), inoltre c’è una pasticceria davvero superba (consigliamo in particolare gli scones o la ricetta tipica di questo posto, ovvero il ‘bicchierino’’, una crema fatta col tuorlo dell’uovo e il latte cotto a bagno maria).
Se non avete letto il giornale che offre Caffellatte, andate a piazza della Santissima Annunziata (l’omonima basilica vanta un’Annunciazione miracolosa dipinta secondo la leggenda da un angelo), seduti sulle scalinate, soprattutto se avete la fortuna di una giornata assoltata. I portici, elegante motivo della loggia con archi a tutto sesto che accompagnano l’intera piazza, sono anche l’ingresso dello Spedale degli Innocenti, capolavoro del Brunelleschi.

I mercatini all’aperto
Consigliamo poi di puntare al divertente mercatino delle pulci di Piazza de’ Ciompi, sempre aperto, dove potrete frugare tra oggetti del passato, sia preziosi, sia inutili. Proprio lì dietro, prima di andare a pranzo, una soata al Mercato di Sant’Ambrogio (piazza Ghiberti): vale la pena il giro (anche nella parte al chiuso, nell’edificio del 1873 dello stesso architetto, Giuseppe Mengoni, che ha firmato il Mercato Centrale) oltre che per partecipare dell’aria festosa che, quasi sempre hanno i mercati alimentari, anche per curiosare tra i locali lì intorno. Soprattutto i tre ristoranti di un intellettuale che ben rappresenta la generazione dei cinquantenni di sinistra della rossa Firenze, Fabio Picchi: Cibreo (costoso), trattoria Cibreo (davanti) e il Teatro del Sale, Mecca degli intellettuali fiorentini.

Thè e aperitivi
Non lasciate la piazza senza aver acquistato un the nel raffinato negozietto “La via del tè”. Tutta questa zona, fino all’arcinota piazza Santa Croce, si anima particolarmemte dall’ora dell’aperitivo.
Lasciare bus e taxi, e scegliere invece lunghe camminate o pedalate (se avete affittato una bici) fino a scavalcare il fiume Arno, da Ponte alle Grazie, con una soata alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, sul Lungarno all’altezza della Piazza dei Cavalleggeri nel Borgo Santa Croce, una delle più importanti biblioteche europee e la più grande tra le biblioteche italiane (insieme alla Biblioteca di Roma, è l’unica ad essere Centrale, funzione conferitegli quando Firenze era Capitale d’Italia).

Arte contemporanea al Belvedere
Da lì, scegliendo un percorso alternativo al notissimo Ponte Vecchio e Palazzo Pitti, si prende per Costa San Giorgio e poi per via di San Leonardo: la lunga salita stretta tanto quanto un’automobile (i marciapiedi sono praticamente inesistenti, occhio a non scenderli mai e a camminare in fila indiana) costeggiata da vecchi muri che limitano campi di ulivi,è la stessa che porta al cinquecentesco Forte Belvedere (informatevi sulle mostre di arte contemporanea, sono molto interessanti) si arriva così all’Enoteca Fuori Porta (dove merita davvero fermarsi ad assaggiare un bicchiere, vista la ricca scelta dell’ottima mescita).

Cena in trattoria
Si imbocca poi viale Machiavelli, si raggiunge il piccolo parco del Bobolino, fino a sfociare alla Porta Romana: da via Romana si puòraggiungere la piazza di Santo Spirito, punto di raccordo di giovani alternativi, artisti, studenti, extracomunitari. Ci si riposa al bar Cabiria o, se si ha fame, si continua fino alla vicina piazza Tasso per un assaggio della cucina toscana povera alla minuscola trattoria Tramvai (15 euro a pasto, al massimo).
La sera si può scegliere se sedersi a cena e assaggiare l’olio toscano sulle bruschette, la bistecca di chianina (proprio adiacente al Mercato Centrale), i vari Chianti, l’acqua cotta, la pappa al pomodoro, la ribollita o altre specialità della città oppure passeggiare nell’animata zona di Santa Croce o di San Niccolò. Di sicuro non si può lasciare la città senza aver visitato il bellissimo Mercato Centrale (assaggiate il panino al lampredotto dello storico banchetto nel cuore del mercato), oppure senza aver cenato al familiare e poco costoso ristorante vegetariano di via delle Ruote o senza aver assaggiato i dolci di Troponais, pasticceria naturale (via San Gallo 92). Imperdibili anche i prodotti della seicentesca Farmacia Santa Maria Novella. Altra sosta irrinunciabile è quella di frugare tra gli oggetti d’arredamento vintage magari assistendo a una delle presentazioni di libri o mostre da UB. Per i golosi più esigenti c’è un assaggio alla pralineria Cavalli, la Vodka Roberto Cavalli e il vino Cavalli Tenuta degli Dei al Caffè Giacosa, adiacente alla boutique di Cavalli (via de’ Tornabuoni), nuovo proprietario dello storico bar (in piazza del Carmine si trova il trendissimo ristorante Cavalli Club, con serate con musica dal vivo).

Le cose da non perdere a San Valentino
Tra le cose da non perdere, la lettura di un libro immersi nell’elegante fioreria design La Rosa Canina (vedi articolo correlato, una delle mostre di arte contemporanea (febbraio e marzo). Impossibile partire da Firenze senza avre preso un caffè al nuovo Caffè de L’O o senza aver assaggiato i panini tartufati del Caffè Procacci e provato una crema dell’antica Erboristeria Inglese, proprio di fronte (via de’ Tornabuoni). Irrinunciabile anche una passeggiata lungo il fiume Mugnone, con una sosta alla Chiesa della Madonna della Tosse e al piccolo caffè appena inaugurato all’interno della libreria Il Parterre, sempre vivo grazie ai numerosi eventi culturali in cartellone.

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