Alla BIT 2011 polemiche sulla odiata tassa di soggiorno

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Crisi o meno, al periodo di vacanza non si rinuncia. Sia l’offerta che la domanda stanno prendendo misure adeguate e, dopo un paio d’anni di disorientamento, con strumenti diversi e proposte diverse, si reincontrano per parlare di viaggi. Non ne è esente l’edizione 2011 della Borsa Internazionale del Turismo: si riparte dalle due sicurezze sul mercato, i viaggi di nozze e le crociere, due segmenti dell’offerta che non hanno sofferto cali, anzi, hanno avuto crescite quasi esponenziali, grazie al modificato approccio al mercato.

Liste nozze nelle agenzie viaggio
Liste di nozze nelle agenzie di viaggio i primi; proposte cumulative per famiglie e itinerari in bassa stagione i secondi. Fuori da questi due poli tutto indica come la maggioranza dei turisti abbia accorciato il proprio raggio d’azione, passando da destinazioni esotiche a località sempre di mare ma più vicine, o puntando a conoscere più da vicino l’Italia ed il suo territorio; il tutto mantenendo peraltro inalterato il budget per la vacanza, o riducendo in parte il periodo di permanenza.

Nuove idee per il turismo
Ma se da un lato il turista non fa a meno delle vacanze, dall’altro spuntano nuove idee per invogliare sempre di più il turista stesso: si muovono le regioni italiane, proponendo – accanto alla classica offerta (dalle clttà d’arte, ora minacciate dall’imposizione della tassa di soggiorno, al mare o alla montagna) – alcuni prodotti trasversali che spingano l’ospite ad una maggiore permanenza o ad una maggiore curiosità della destinazione e quindi ad una presenza anche più corta ma a più riprese. Così l’offerta viene frammentata in più filoni, e già si parla di club di prodotto: per il domani spuntano segmenti come quello musicale, con concerti di grandi artisti proposti in pacchetti che includono anche la sistemazione alberghiera, o quello sportivo, dedicato ai golfisti o, infine, quello del benessere con le proposte termali.

BIT 2011
Ampie dosi di ottimismo, nonostante una fotografia a chiaroscuri emersa dai dati Istat sul calo dei viaggi, alla 31/a edizione della Borsa Internazionale del Turismo, inaugurata dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Una vetrina del settore su cui si e’ allungata l’ombra della tassa di soggiorno, balzello che non piace a operatori e turisti.

La crisi del turismo in Italia
I quattro giorni dedicati agli operatori del settore per scoprire le offerte dei circa 130 paesi partecipanti (ma per l’Italia mancano Sicilia e Abruzzo) sono iniziati con la zavorra dei dati Istat che hanno disegnato un settore che stenta a decollare nel nostro Paese. La causa, a detta del ministro, e’ da rintracciare in ”una debolezza della domanda interna dovuta alla situazione congiunturale”. Segnali positivi arrivano pero’ dai visitatori stranieri che segnano un ”+5% di arrivi verso le nostre citta’ d’arte”, ha sottolineato Brambilla che ha delineato la possibilita’ di migliorare le performance puntando su ”delocalizzazione e destagionalizzazione” e su una promozione coordinata e non piu’ ”parcellizzata” dalla riforma del Titolo V della Costituzione ”che e’ stato un grave danno”.

Le celebrazioni per l’Unità d’Italia
In una situazione del genere tutto puo’ aiutare. Ecco allora che anche le celebrazioni per l’Unita’ d’Italia possono arrivare a dividere la stessa Brambilla che sulla questione, scherzosamente, si e’ scissa per un attimo tra la figura di Ministro del Turismo e quella di ”sciura Brambilla, stakanovista brianzola”, come si e’ autodefinita. E se la seconda vedrebbe un 17 marzo al lavoro, la prima ha colto l’opportunita’ di una festivita’ con tutti i ‘crismi’ per aiutare il settore in un anno dal calendario sfortunato perche’ ”quest’anno ci sono pochi ponti e quindi potere avere un ponte il 17 marzo sarebbe importante per il rilancio del turismo domestico”.

La tassa di soggiorno
Ma e’ stato il tema della tassa di soggiorno a scatenare i malumori, a cominciare dallo stesso ministro che ha scaricato le responsabilita’ sull’Associazione nazionale dei Comuni italiani. ”La tassa di soggiorno e’ stata la condizione essenziale che l’Anci ha posto per dare il suo assenso al federalismo municipale – ha accusato -. E’ una condizione che quindi ci siamo trovati”. Non e’ detto pero’ che il provvedimento non si trasformi in ”un’opportunita”’, e’ stato il pensiero del ministro, perche’ ‘‘il ricavato dovra’ essere impiegato per fini turistici”. Inoltre, ha sottolineato, rimarra’ ”qualcosa di facoltativo, a discrezione dei sindaci”. Tanto che il primo cittadino di Milano, presente all’inaugurazione (cosi’ come il governatore lombardo Roberto Formigoni, il presidente della Provincia di Milano Guido Podesta’ e’ il vicepresidente della commissione europea Antonio Tajani), si e’ smarcata immediatamente, annunciando che ”a Milano non metteremo nessuna tassa di soggiorno”.
Piu’ ‘tranchant’ e’ stato invece il giudizio del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che ha bocciato la tassa come ”un autogol che ci auguriamo possa essere rimediato” per un settore ”gia’ appesantito”.

Il rischio fuga dall’Italia
Intanto, un sondaggio del sito di recensioni di viaggio Tripadvisor paventa un rischio fuga dalle mete italiane di spagnoli, tedeschi e inglesi. Il 34% ha infatti dichiarato che se fosse approvata la tassa di soggiorno rinuncerebbe a visitare il Bel Paese. Ma anche gli italiani sono contrari all’introduzione di questa ulteriore spesa.

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