Rive dei Mari: una nuova opera di Arnaldo Pomodoro a Capri

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Un omaggio al mare del celebre scultore Arnaldo Pomodoro: si chiama “Rive dei Mari” e si tratta di un’opera monumentale commissionata dal Capri Palace Hotel&Spa nel 2008 e conclusa recentemente. Si tratta di un altorilievo in Fiberglass con polvere di marmo bianco, con un elemento scultoreo che fuoriesce dal soffitto e va a conficcarsi nel pavimento come la fiocina di un immaginario pescatore. Molti i riferimenti al mare: grandi conchiglie, fossili e relitti vanno a completare la scultura, che è lunga 43 metri e ingloba anche gli oblò della piscina. E poi ombre, luci, scorci marini… in un’altra opera che stupisce e riempie di ammirazione.

RIVE DEI MARI

Quando sono stato incaricato da Tonino Cacace di progettare un’opera per il camminamento che conduce al Capri Palace Hotel, salendo a piedi verso l’ingresso, mi sono subito accorto che il muro era come sordo alla bellezza del luogo. Non potevo semplicemente sistemare delle sculture, dovevo inventarne una che si unisse alla salita: ho immaginato che il percorso stesso fosse stato scavato dentro l’opera. Così è nato il rilievo Rive dei mari, in fiberglass con polvere di marmo bianco, una scultura-racconto realizzata nel 2009 e completata questo anno, lunga complessivamente 43 metri per un’altezza di circa 3. L’opera è un omaggio al mare. Per questo sul rilievo ho riportato sia le suggestioni dell’osso di seppia con la sua la trama straordinaria, un reperto primigenio della natura a cui devo la vitalità e la matericità delle mie superfici, sia l’immaginario che ci viene dal mare, dal suo moto, dalla spiaggia e dallo scoglio. Camminando verso l’entrata del Capri Palace vi si vedono depositati elementi e segni che ricordano le conchiglie e i fossili, gli strumenti della pesca e i detriti lasciati dall’uomo che il mare restituisce consumati e trasformati. E alla fine del percorso un elemento scultoreo che esce dal soffitto va a conficcarsi nel pavimento come la fiocina di un pescatore immaginario (Arnaldo Pomodoro, marzo 2011)

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