Tunisia: sicurezza e situazione sanitaria

di Francesca Spanò Commenta

 

I Paesi del mondo arabo, anche quelli più vicini a noi spesso preoccupano fondamentalmente per due fattori: la sicurezza e la situazione sanitaria. Dopo i disordini politici di quest’anno poi molti più turisti desiderosi di conoscere o di rivedere una splendida terra come la Tunisia hanno deciso di cambiare meta. Andiamo a scoprire insieme la situazione generale. In relazione alle manifestazioni a carattere rivoluzionario che sono scoppiate nell’inverno scorso il problema è decisamente rientrato e da maggio è stato rimosso il regime di coprifuoco nella regione della Grande Tunisi, che include la municipalità di Tunisi, Ben Arous, Ariana e Manouba.

Nella fascia costiera comunque nessun problema, mentre è meglio evitare viaggi nelle aree di confine con Libia e Algeria nelle aree meridionali. Se volete visitare il deserto rivolgetevi ad agenzie serie e riconosciute. Una buona idea per stare tranquilli voi e i vostri cari, poi potrebbe essere quella di iscriversi al sito www.dovesiamonelmondo.it. In questo caso, quindi, si potrà ricevere una informazione periodica via sms dell’Ambasciata tramite l’Unità di Crisi, diffusa quando avvengono degli accadimenti di un certo rilievo.

 

Prima di partire, ancora, è il caso di stipulare una polizza assicurativa sanitaria in grado di coprire le eventuali spese per l’assistenza medica locale e per  un rimpatrio aereo di emergenza. Gli ospedali pubblici non sono il massimo in quanto affollati e non molto attrezzati, soprattutto se  vi troverete nelle aree extraurbane. Meglio come al solito le cliniche private che sono più vicine ai nostri standard. I costi non sono eccessivi nella maggior parte dei casi e del resto convenzionati con le principali assicurazioni sanitarie. In definitiva, però, non si tratta del Paese meno sicuro e peggio dotato al mondo di assistenza medica e per questo si può arrivare tranquillamente e trascorrere una vacanza serena tra cibo delizioso, luoghi affascinanti e antichi monumenti. Senza contare l’incredibile deserto con la sua sabbia fine a perdita d’occhio.

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