11/9, l’America si ferma per commemorare le vittime dell’attentato terroristico

di Redazione Commenta

 

Centinaia di vittime ignare che di sicuro non si meritavano tale terribile fine. Che importa se si fa strada l’idea di un complotto? Cosa cambia ormai di fronte ad un eventuale movente diverso o addirittura a protagonisti insospettabili? Certo le famiglie voglio sapere  ma intanto oggi, a dieci anni dall’attacco terroristico alle Torri Gemelle l’America si ferma per ricordare quella manciata di minuti che hanno bloccato il mondo. Nessuno dimentica e non solo nel Paese dove attualmente si trova un enorme cantiere dove nasceranno grattacieli ma anche piscine e cascate: un trionfo di edilizia nella grande Mela ferita comunque per sempre.

Inutile sottolineare che a New York soprattutto l’attenzione è massima e anche se è improbabile che avvengano nuovi attacchi quando l’allerta è a livelli incredibili, sembra che gli investigatori siano venuti a conoscenza di possibili programmi di questo tipo per oggi segnalati dai servizi di intelligence americani. Sarebbe infatti stato sentito un esponente di Al Qaeda in Pakistan che parlava di piani per un attentato a New York o Washington in coincidenza con l’anniversario.

Ora dopo ora i controlli si fanno più serrati in particolare in tutti i punti di ingresso alla città: dal George Washington Bridge, che unisce il New Jersey a New York, al tunnel che unisce il Queens a Midtown Manhattan, al ponte di Verrazzano e all’Holland tunnel che uniscono Dowtown Manhattan a Brooklyn e a Staten Island. Compito dei poliziotti, inoltre, è quello di fermare camion e automobili col supporto di cani anti-bomba. Non è difficile immaginarsi le condizioni di traffico in loco. Grande dolore per familiari e conoscenti delle vittime che oggi prenderanno parte a varie manifestazioni in ricordo di quel giorno, ma ancora oggi in troppi chiedono giustizia mentre in fondo regna sovrana la paura. Oggi ancora di più, perchè l’America invincibile e quasi divinizzata evidentemente non è così intoccabile e nessuno sa cosa potrebbe ancora accadere.

 

 

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