Australia, viaggio tra cucina e mare: cosa mangiare

di Francesca Spanò Commenta

 

Gli immigrati di tutto il mondo dopo l’America hanno scelto quasi esclusivamente questa meta che ha sempre promesso grandi avventure e una vita meravigliosa tra colori e sapori incredibili. Parliamo dell’Australia che  nel corso degli anni proprio grazie ad influenze diverse, ha sviluppato una particolare cultura enogastronomica a tratti cosmopolita. Ingredienti autoctoni e piatti di importazione ne hanno creato una tradizione tra i fornelli unica e noti sono ad esempio la carne di canguro,  di emù e di coccodrillo ma non solo. Il pesce poi è ottimo, mentre la maggior parte delle pietanze sono semplici e poco elaborate.

Dalle sue acque cristalline arrivano ad esempio le rock oyster, delle ostriche che si pescano nel Westrern Australia e nel New South Wales. Da provare ovviamente le aragoste  i “granchi del fango” e i marron, gamberi di acqua dolce sempre del Western Australia. Grazie al favorevole clima del resto, si coltiva con successo persino il tartufo ma non tornate a casa senza aver mai assaggiato gli ottimi formaggi con punte di eccellenza anche a livello internazionale. Delizioso in questo senso il formaggio di capra Gympie e pure Kyrten e Kervella così come il cheddardi Pyengana.

 

Agli australiani, poi, piacciono molto i dolci come la pav, super calorico a base di meringa, panna montata e frutto della passione.  Non parliamo quindi dei lamingtons, fette di torta immerse nel cioccolato e cariche di cocco grattugiato. Per i palati pronti a tutto, poi ci sono i pine mushrooms, un fungo rossiccio o gli slippery jacks, funghi dalla consistenza viscida. La carne di canguro, invece, si trova in tutte le tavole e ha un sapore dolce a fronte di un colore rosso acceso. Il filetto di solito si gusta “al sangue”, mentre la coda viene brasata. La carne di coccodrillo, invece, è bianca e il suo aspetto la fa somigliare al pollo.

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