Roma: neve, obbligo di catene e disagi all’aeroporto di Fiumicino

di Redazione Commenta

Da pochi minuti a Roma ha ripreso a piovere, ma almeno sembra essere momentaneamente cessata la tempesta di neve che dopo pranzo non l’ha risparmiata, causando notevoli disagi all’aeroporto di Fiumicino. I fiocchi che hanno creato un manto bianco intorno ad alberi, auto e strade hanno portato alla cancellazione di almeno il 50 per cento dei voli e Ciampino ha chiuso per un’ora. Intanto anche domani sarà obbligatorio montare le catene sulla propria automobile e continuerà ad essere valido lo stop di moto e motorini.

La Capitale così come gran parte dell’Italia non è abituata a queste temperature polari, a neve e ghiaccio sulle strade e alla difficoltà di spostarsi e solo con l’intervento di aziende specializzate si sta provvedendo in queste ore a fare di tutto affinché possano non esserci incidenti e la vita per automobilisti e pedoni sia meno faticosa mentre la colonnina di mercurio continua a scendere. L’Enac dal canto suo ha fatto sapere che saranno favorite le tratte di medio raggio che richiedono una quantità di tempo minore per lo sghiacciamento mentre invece quelli a lungo raggio saranno riprogrammati dopo mezzanotte.

Il sindaco Gianni Alemanno non appare troppo preoccupato, dice di essere riuscito fino ad ora a gestire la situazione ma il perdurare di ghiaccio e nevischio potrebbe non favorire ovviamente le cose:  “Finora Roma ha retto bene, anche se l’emergenza non e’ del tutto finita. Quando siamo avvertiti in tempo siamo in grado di fronteggiare tutte le emergenze”. Sembra che in serata le condizioni meteo miglioreranno ma non è chiaro per quanto tempo, visto che anche la prossima settimana sembra che almeno la pioggia e le nuvole non ce le risparmierà nessuno, forse però la neve resterà un ricordo. Rispetto alla settimana scorsa quando i romani uscivano fuori a creare pupazzi o a tirarsi palle di neve, oggi la pioggia non ha favorito la scelta di una passeggiata ma è anche vero che in molti si cominciano a stancare di questa situazione e la primavera appare come una profonda liberazione, peccato che manchi più di un mese al suo arrivo.

 

 

 

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