Marche: la leggenda della grotta dell’infinito

di Francesca Spanò Commenta

Paese che vai usanza che trovi, è proprio il caso di dirlo. Un concetto assolutamente vero anche per quel che riguarda buona parte dell’Italia. Se la Sicilia è carica di racconti leggendari, lo stesso si può dire certamente per molte altre regioni del Belpaese. Un esempio su tutti è costituito dalle Marche ed ecco che vi riportiamo un racconto interessante e romantico frutto della più tradizionale credenza popolare:

LA GROTTA DELL’INFINITO

Marche (Badia di San Vittore)

Si narra che, presso la Badia di San Vittore, vivessero due giovani tanto innamorati quanto ostacolati dalle reciproche famiglie che tentarono di impedire in ogni modo la loro unione.

Fu per questo motivo che i due, presi dalla disperazione, nel silenzio di una notte, abbandonarono le proprie abitazioni e si rifugiarono presso il Monte della Valle per nascondersi nel buio della foresta fino al momento in cui le loro famiglie avessero finito di contrastarli. Si rifugiarono presso una grotta e ne fecero il loro nido d’amore.

Una sera però, verso l’imbrunire, la giovane svenne all’interno della grotta e quando si svegliò aveva le sembianze di una capra. Corse subito dal suo innamorato e dopo avergli spiegato che le forze del demonio l’avevano ridotta in quello stato, gli dette un ultimo saluto e scomparve attraverso una fenditura della grotta

Il giovane amante cercò la sua bella in lungo e in largo per tre giorni e tre notti finchè stanco e senza forze cadde e sbattè la testa su un masso vicino alla grotta. Il sortilegio colpì anche lui, e si tramutò in una pietra posizionata all’ingresso di quest’ultima, come fosse di guardia. Si tramanda che, in quello stesso luogo, ogni sera al calar del sole, una capra esce dalla grotta correndo e il suo lamento si sente per tutta la vallata facendo tremare ogni essere vivente e il sibilo del vento sembra un sogghigno del male.

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