La storia dei Trulli: in Puglia per scoprirli

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Qualche anno fa le ho visitate anche io, queste misteriose costruzioni note in tutta Italia e anche oltre con il nome di trulli. Si tratta di edifici tipici che arricchiscono la campagna pugliese e in generale sono peculiari della Valle d’Itria. Sono famose per essere del tutto uniche nel loro genere e sono sempre di più, ogni anno, i turisti che vogliono pernottare al loro interno e, con la scusa, visitare la zona e godere della squisita gastronomia della regione. Non si sa esattamente da dove derivi il loro nome, ma si crede si riferisca ad una parola derivante dal tardo greco tholos, cioè cupola.

La tradizione dei trulli è praticamente millenaria ma non è molto documentata. In qualche modo fanno pensare, inoltre, alle abitazioni degli uomini primitivi e un pò le ricordano in effetti. Un cilindro con sopra un cono: una forma semplice e classica quanto perfetta di dimora. Il primo periodicamente viene imbiancato a calce e quindi appare in tutto il suo colore bianco e il secondo resta grigio. Che cosa rende veramente unico un trullo? Nello specifico il materiale con il quale è costruito. Si tratta di semplice pietra, senza malta, legname o qualunque forma di sostegno. Quelli più comuni sono a tre coni e i più grandi, invece, ne contano ben cinque o ette.

 

All’interno, quasi sempre, si trova una alcova sulla quale viene collocato un letto e un focolare sul quale prima si era soliti cuocere le vivande. A livello esterno, invece, ogni cono termina con il pinnacolo formato da tre pietre sovrapposte. Una è di forma cilindrica, una a forma di scodella o di piatto e una a sfera. Che cosa possa indicare il pinnacolo non si sa ancora, ma le ipotesi sono tante. Potrebbe rappresentare un semplice elemento decorativo o riguardare un forma atavica di scaramanzia e, in ogni caso, fa profondamente parte del trullo.

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