Policoro: Basilicata da scoprire

di Francesca Spanò Commenta

Si parla poco di Policoro, in Basilicata che, invece, ha davvero moltissimo da svelare. Si trova nell’arco ionico lucano su un territorio dove storia e paesaggio si fondono perfettamente. Non mancano da queste parti, infatti, le città greche di Siris ed Herakleia. Sono state fondate rispettivamente dai Colofoni nella seconda metà del VII secolo a.C e dai coloni greci di Taranto e di Turi nel 433 a.C. Da sempre è stata la città natale di menti straordinarie e talenti non indifferenti.

Di Policoro erano l’astronomo di scuola pitagorica Filolao, il pittore Zeusi e così via dicendo. Ricca di storia e teatro di aspre battaglie, per un certo periodo era letteralmente scomparsa e questo a causa delle invasioni barbariche e della presenza di paludi malariche. E’ rinata nel X secolo d.C come Policorium grazie all’intervento di monaci bizantini ed è diventata un vero baluardo contro i pericoli in mare. Questo grazie alla sua “torre”normanna. Nel 1959 era stato trasformato in un feudo di una serie di nobili, ma si è evoluto piano piano in un centro turistico ed economico della costa ionica.

Oggi per chi giunge da queste parti, si può vedere il parco archeologico della città greca di Herakleia e tracce della città greca di Siris. Tra il suo dedalo di strade e le abitazioni,, ci sono ancora i cortili centrali pavimentati. Non mancano i forni per la cottura del quartiere dei ceramisti e i tubi per il deflusso dell’acqua.  verso l’esterno delle abitazioni. Da fotografare, ancora, le anfore interrate per conservare le derrate alimentari. L’area del Parco è attraversata dal torrente Varratizzo dove visitare il santuario di Demetra. Nel Museo Nazionale della Siritide, non mancano dei reperti organizzati cronologicamente che si riferiscono sia a coloro che sono vissuti in Basilicata meridionale nel Neolitico che a chi vi ha abitato poi nell’Età del Bronzo e nella prima Età del Ferro.

Photo Credit: Alessandro Antonelli su Wikimedia Commons

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