Guida di viaggio a Ginevra:la metropoli più piccola del mondo

 Bienvenue à Genève! Situata sulle rive dell’incantevole Lago di Ginevra ai piedi delle maestose Alpi Svizzere, Ginevra si presenta come una delle più affascinanti città europee. Quartiere generale delle Nazioni Unite, Ginevra ha alle sue spalle una storia di tolleranza e individualismo che inizia con la Riforma della Chiesa Protestante.
Oggigiorno, sebbene sia famosa in Italia principalmente per l’annuale salone auto (“salone di Ginevra”), la città è fulcro di cultura e divertimento, e ovviamente di ristoranti raffinati e trendy.

La città è un attivissimo centro finanziario e politico, soprattutto perché ospita la sede europea dell’ONU e della Croce Rossa. Inoltre Ginevra è un’importante centro culturale, grazie alla presenza di un’antica e celebre università, in cui giovani provenienti da tutta la confederazione e dalla vicina Francia si recano per studiare. Infine è un importante centro amministrativo, in quanto è il capoluogo dell’omonima regione, e industriale, soprattutto nella produzione dei celebri orologi svizzeri. Ginevra è una città multietnica (vi risiedono molti immigrati tra cui tanti nostri connazionali) e moderna.

La città all’estremità occidentale della Svizzera ha molto da offrire in materia di cultura. Il Grand Théâtre, l’opera ginevrina, ospita artisti famosi a livello internazionale. Vale inoltre la pena di visitare i numerosi musei, come il Museo Internazionale dell’Orologeria, che vanta una ricca collezione di carillon e orologi-gioiello;L’Horloge Fleuri», l’orologio di fiori del Giardino Inglese è un famoso simbolo dell’industria orologiera ginevrina; o il Museo Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che permettono di conoscere più da vicino il lavoro dell’organizzazione umanitaria.

Il simbolo della «metropoli più piccola del mondo» è il «jet d’eau», un’affascinante fontana sul Lago Lemano il cui getto crea una colonna d’acqua alta 140 metri. Sulla riva destra del lago si trovano la maggior parte dei grandi alberghi e numerosi ristoranti. Sulla riva sinistra troneggia il centro storico, il cuore di Ginevra che ospita il quartiere dello shopping e degli affari. Esso è dominato dalla Cattedrale di St-Pierre, anche se il centro vero e proprio della città vecchia è la Place du Bourg-de-Four, la piazza più antica della città. I viali, le vie che costeggiano il lago, gli innumerevoli parchi, i pittoreschi vicoli del centro storico e gli eleganti negozi invitano a concedersi tranquille passeggiate. Una delle antiche vie cittadine che ha saputo conservare al meglio il suo fascino è la Grand-Rue, dove nacque Jean-Jacques Rousseau. Le «Mouettes», una sorta di taxi acquatici, permettono di passare da una riva all’altra, mentre i battelli più grandi invitano ad effettuare una crociera sul Lago Lemano.

Guida di viaggio a Malaga:Un intreccio magico tra storia antica e città moderna e festosa

 Malaga,affacciata sul Mar Mediterraneo, a sud dell’Andalucia (di cui è il secondo centro per abitanti, circa 500.000), è una città molto viva, con monumenti suggestivi, una storia antica e una vita notturna attiva tutto l’anno. In tempi recenti la città è salita alla ribalta per le feste spettacolari che per giorni animano le vie della città (in particolare la Feria di Agosto e le celebrazioni per la Semana Santa). Situata sulla Costa del Sol Malaga è il capoluogo omonima provincia dell’Andalusia, che comprende altre mete interessanti quali Ronda, Marbella e Torremolinos

Come molte città della regione è stata fondata dai fenici con la funzione di porto ai piedi dei Montes de Málaga, ruolo che mantenne grazie alla sua felice posizione anche con i greci, i cartaginesi e i romani.

Malaga è tuttora il maggiore porto turistico e commerciale della regione ed è il naturale luogo di partenza per una vacanza che tocca le principali località della Costa del Sol, tra le più famose località turistiche d’Europa, che si trovano nella sua provincia. La città, che ha dato i natali tra l’altro a Pablo Picasso, grazie alla sua invidiabile posizione geografica gode di un clima mite durante tutto l’anno, ed il periodo migliore per visitarla è quello che và da aprile ad ottobre.

Maltempo, la mappa dei disagi negli aeroporti di tutto il mondo

 Mezzo mondo e’ stretto nella morsa del maltempo, con temperature in picchiata e neve che hanno causato vittime e forti disagi nei trasporti.

Aeroporti bloccati nel nord-est degli Stati Uniti
Nel nordest degli Stati Uniti nevica da ore e per oggi è atteso mezzo metro di neve accompagnata da una gelida tormenta di neve, che promette di aumentare i disagi. Oltre al Jfk, anche gli altri due principali scali di New York, La Guardia e Newark, sono praticamente fermi da ieri sera. Centinaia i voli cancellati. Disagi anche su strade e ferrovie: molte linee sulla costa orientale sono state fermate. Cinque stati – North Carolina, Virginia, Maryland, New Jersey e Massachusetts – hanno dichiarato ieri lo stato di emergenza e stamani si è aggiunto il Maine. Lo stesso hanno fatto i sindaci di Philadelphia, Boston, Providence, Rhode Island, Portland, e New York.

Guida di viaggio a Fatima:talmente ricca di luoghi sacri da visitare, da esserci quasi l’imbarazzo della scelta!

 La cittadina di Fatima si trova nella parte centrale del Portogallo, all’interno del distretto di Santaren, fa parte del comune (concelho) di Ourem, a circa 187 chilometri da Porto (Porto), e 120 da Lisbona.
Il clima di Fatima è mite influenzato dalla prossimità dell’Oceano Atlantico e dell’Anticiclone delle Azzorre.

Con circa 10.000 abitanti è uno dei luoghi di pellegrinaggio più conosciuti al mondo grazie al Santuario di Fatima, dove nel 1917 ci furono delle apparizioni della Madonna a tre pastorelli.

Origini del nome:
Il nome Fatima risalirebbe a quello della figlia di Maometto (Fathma), in arabo “fàtimat” vuol dire “colei che svezza i bimbi”; la leggenda racconta che la città prese il nome di una principessa di origini arabe che venne catturata nel XII secolo, venne sposata dal Conte di Ourem e fatta convertire al cristianesimo.

Fatima era un semplice villaggio agricolo, dopo il 1917 divenne un importante centro cristiano finché dal 12 luglio del 1997 è divenuta una città; la sua economia si basa essenzialmente sul turismo religioso.
La vita di Fatima ruota intorno al Santuario, che è uno dei più importanti santuari mariani esistenti.

L’area del Santuario di Fatima comprende: la Basilica, realizzata dall’architetto Joao Antunes in stile neo-classico, il Recinto delle preghiere, la famosa Cappella delle Apparizioni che è la meta più visitata.

Secondo la tradizione ci furono sei apparizioni tra maggio e ottobre del 1917 ed avvennero precisamente a Cova da Iria, nelle vicinanze di Fatima: tre bambini Francisco e Giacinta Marto e Lucia dos Santos, loro cugina, mentre pascolavano il loro gregge il 13 maggio del 1917 videro la figura della Madonna con un rosario nelle mani e circondata da una nuvola.

Guida di viaggio a Patrasso: una città di “passaggio” molto interessante!

 Patrasso è la terza città più grande della Grecia, nonché la capitale della prefettura greca dell’Acaia e della regione Grecia Occidentale. A Patrasso riposano, nella chiesa a lui dedicata, le reliquie di Sant’Andrea.
Oggi la città è sede di numerose industrie tessili, alimentari, petrolchimiche, della gomma, meccaniche, cartarie e conciarie nonché di un importante aeroporto e di una Università.

Un pò di storia…
Abitata fin dalla preistoria, Patrasso divenne il centro più importante della civiltà micenea per arrivare al culmine in epoca romana, quando venne trasformata in colonia imperiale. Anche durante la colonizzazione bizantina rimase una città dal commercio florido, caratteristica che non perse mai e, quando nel 1832 venne proclamato il regno di Grecia, si sviluppò grazie all’esportazione di uva sultanina. Fu la prima città greca del ventesimo secolo con illuminazione elettrica e con una linea di tram.
Il santo patrono è Sant’Andrea, che predicò il cristianesimo e fu qui crocefisso su una croce a X, chiamata appunto di Sant’Andrea, e la sua festa è il 30 novembre.

Punti di interesse:
Patrasso non è concepita come meta turistica, ma più come città di passaggio alle altre isole, anche se in realtà sono molti i luoghi interessanti da visitare.
Primo fra tutti è la fortezza bizantina, costruita durante la metà del VI secolo, sopra un’antica acropoli nella Montagna Panachaikos, e poi ampliata al tempo delle crociate.
Attualmente vengono proposti durante l’estate degli spettacoli nel teatro da 640 posti che è stato installato. Da ricordare inoltre la leggenda che dice che la fortezza custodisca il fantasma di Patrasso.
Da visitare anche questi due templi: la chiesa di Sant’Andrea del 1840, sorge sul luogo del martirio, e la chiesa di Nikodimos, terminata nel 1974 e costruita in stile bizantino, che è la più grande (con oltre 5000 posti a sedere) e decorata chiesa di tutti i Balcani.
Riportato alla luce nel 1889 nella parte alta della città e restaurato a metà Novecento, è l’Odeum Romano, che conosciamo grazie a una descrizione di Pausania. Con 2300 posti di capacità, è ora utilizzato per diversi spettacoli nell’ambito del festival internazionale di Patrasso, evento molto importante della città.
Una delle maggiori attrazioni turistiche di Patrasso è la cantina di Acaia Clauss, che ha più di duecento mila visita annuali. Qui viene prodotto il famoso Mavrodafni di Patrasso, vino che nasce da uve nere e prodotto dal XVIII secolo, grazie a Gustav Clauss.
Molto carini anche il centro di Patrasso, in particolare la zona residenziale con piazze ed eleganti palazzi in stile neoclassico, e il punto panoramico sulla collina Dassylion, da dove si vede tutto il golfo di Patrasso.
Infine, per gli amanti dei musei, a Patrasso hanno sede il Museo Archeologico, uno dei maggiori di tutta la Grecia e situato nella casa di Karamandani, il Museo Folkloristico, il Museo Storico Etnografico e il Museo del Giornalismo.
Per gli eventi della città, a parte il già citato Festival Internazionale, non si deve perdere l’antico Carnevale, o Patrino Karnavali, nato più di 150 anni fa e si trova annoverato tra quelli pìù importanti, insieme a quello di rio de Janeiro e quello di Venezia.

Wish list Alitalia, il regalo di Natale più cool per i viaggiatori italiani

 E’ tempo di regali di Natale, e la febbre del regalo giusto per la persona giusta sale man mano passano le ore… Se fare regali scontati non è da voi, il pensiero corre subito alle numerose delusioni natalizie già passate: quante volte vi sarà capitato di abbozzare davanti ad un regalo poco gradito? Oppure vi siete trovati davanti al solito soprammobile riciclato? Cravatte, calzini, trucchi, occhiali, profumi… Uff, sempre lo stesso Natale! E se quest’anno fosse speciale? Magari un viaggio alla scoperta di un’ affascinante capitale europea o piuttosto scegliere un’altra meta: esotica, divertente o culturale!
Come? Semplicissimo: basta collegarsi al sito NataleAlitalia per scoprire un originale modo di fare gli auguri, pensato proprio per chi ama le vacanze e i viaggi.

GUIDA DI VIAGGIO ALL’ ISOLA DI PASQUA:tanto affascinante quanto misteriosa e lontana

 L’Isola di Pasqua (in lingua nativa Rapa Nui, grande isola/roccia; in lingua spagnola Isla de Pascua) è un’isola dell’Oceano Pacifico meridionale appartenente al Cile. Situata a 3600 km a ovest delle coste del Cile e 2075 km a est delle isole Pitcairn, è una delle isole abitate più isolate del mondo. Le sue coordinate geografiche sono 27° 07′ S 109° 22′ W: la latitudine è vicina a quella della città cilena di Caldera, a nord di Santiago. Il territorio dell’isola si compone di quattro vulcani: Poike, Rano Kau, Rano Raraku e Terevaka. Famosi sono i numerosi moai, le statue di pietra che ora si trovano lungo le coste. Dal punto di vista amministrativo, è una provincia a sé stante della regione di Valparaíso del Cile.
L’isola di Pasqua, chiamata anche Rapa Nui, è tanto affascinante quanto misteriosa al tempo stesso, non solo per i suoi luoghi archeologici, ma anche per la sua posizione, infatti l’isola è il luogo più lontano da qualsiasi altro pezzo di terra del Mondo. L’ isola si trova a 3700 chilometri dalle coste cilene e 4000 chilometri dalla Polinesia Francese.

Origine:

È uno dei luoghi più isolati del mondo. Il nome deriva dal fatto che l’isola venne scoperta dall’ammiraglio olandese Jacob Roggeveen il giorno della domenica di Pasqua del 1772. Il suo isolamento fece sì che i suoi abitanti preistorici svilupparono una propria cultura differente da qualsiasi altra. Il loro sistema di scrittura ideografico è, ad esempio, diverso da qualsiasi altro conosciuto. Gli antichi abitanti coltivavano l’arte della scultura.

Miti e Leggende sulle caratteristiche 600 teste di pietra:

I resti di quest’antica tradizione possono essere osservati ancora oggi. Il territorio dell’isola è, infatti, costellato da oltre 600 colossali teste di pietra. Esse raggiungono un’altezza di oltre 12 metri e un peso di ottanta tonnellate. Per molto tempo si è discusso sulla possibilità che la tecnologia primitiva delle antiche popolazioni consentisse o meno la realizzazione di simili opere colossali. Molti autori dalla fervida immaginazione sostenevano l’impossibilità che le statue potessero essere opera umana. Qualcuno è arrivato al punto di sostenere che esse devono essere opere di civiltà aliene poiché le caratteristiche dei volti raffigurati non assomigliavano a nessun lineamento terrestre. In realtà un attento esame fa emergere notevoli somiglianze con le caratteristiche somatiche degli abitanti dell’isola.
Negli anni 1955-56 l’esploratore e antropologo Thor Heyerdahl confutò queste fantasiose teorie con un efficace esperimento. Durante una spedizione durata sei mesi dimostrò che con una rudimentale tecnologia, gli isolani erano in grado di realizzare statue simili a quelle preistoriche e di trasportarle agevolmente anche a notevole distanza. Innanzitutto il materiale roccioso disponibile è un tufo vulcanico che può essere ammorbidito semplicemente mediante acqua. Inoltre con una speciale tecnica, ma con strumenti rudimentali, era possibile sfaldare facilmente la roccia e imprimergli la forma voluta. Durante l’esperimento sei soli uomini in tre giorni riuscirono a scolpire interamente una statua di dodici tonnellate. La statua venne poi trasportata utilizzando 180 uomini, muniti di funi e di un’enorme slitta di legno. Un’altra statua pesante trenta tonnellate venne addirittura issata su un’alta piattaforma di muratura, mediante un apposito basamento di pietre.

Guida di viaggio alle Isole Cook: un paradiso tutto da esplorare

 Sottili banchi corallini e atolli remoti, spiagge di sabbia bianca e verdi monti vulcanici, un ritmo di vita tranquillo e una popolazione cordiale: che cosa si può volere di più? Queste isole sono l’ideale per fare escursioni a piedi, praticare lo snorkelling, esplorare le grotte oppure semplicemente oziare sulla spiaggia. Raggiungete una delle isole esterne e sperate che l’imbarcazione non torni più a prendervi.

15 isole disperse in una superficie pari a 6 volte quella dell’Italia, l’arcipelago delle Isole Cook vale davvero la pena di essere visitato, nonostante sia uno dei posti più remoti da visitare per chi viaggia partendo dal nostro paese.

Aitutaki, Atiu Mangaia, Manihiki, Manuae, Mauke, Mitiaro, Palmerston, Tongareva, Pukapuka, Rakahanga, Rarotonga, Suwarrow, questi sono i nomi della serie di atolli e isole che furono il rifugio dei famosi ammutinati del Bounty, circa due secoli e mezzo fa.
Oltre che la bellezza del mare, qui davvero strepitoso, la vacanza scopre il sorriso e l’ospitalità polinesiana e la cultura dei Maori con le loro danze vivaci e sensuali.

Attrattive:
Con il suo territorio montagnoso e ricoperto da una fitta vegetazione, circondata poi da una splendida barriera corallina, Rarotonga ha spiagge di soffice sabbia bianca adorne di palme da cocco, ed è bagnata da acque di color turchese. Raratonga è perfettamente attrezzata per accogliere i turisti, ma se siete in cerca di qualcosa di più ‘selvaggio’ potete provare a visitare le isole meridionali. Aitutaki è forse una delle isole più belle del Pacifico. Non dimenticate, però, le altre isole, meno famose ma ugualmente belle. Se si aggiunge l’ospitalità degli abitanti, è facile capire perché la voglia di andare non tarderà a farsi sentire!

La difesa è gestita dalla Nuova Zelanda, con obbligo di consultazione e su richiesta del governo locale. La politica estera è condotta indipendentemente, soprattutto dopo l’adozione di una politica isolazionistica e non allineata da parte della Nuova Zelanda a partire dagli anni ’80.

Guida di viaggio alle Isole figi:oltre 300 isole di paradiso tropicale

 Un angolo di mondo dove il blu del cielo, il verde di monti e foreste e il bianco delle spiagge si riflettono nel mare dalle mille sfumature
Le isole Figi (figiano: Viti; indostano: फ़िजी فِجی), note anche con la grafia Fiji, sono un arcipelago dell’Oceania che formano l’omonimo stato. Ufficialmente denominata Repubblica delle Isole Figi, è una nazione insulare nel sud dell’Oceano Pacifico ad est di Vanuatu, ad ovest di Tonga e a sud di Tuvalu. Il paese occupa un arcipelago di circa 322 isole, di cui 106 sono abitate permanentemente, oltre a 522 isolotti. Le due isole maggiori, Viti Levu e Vanua Levu contano circa l’87% della popolazione.

L’isola principale, Viti Levu, separata dall’altra grande isola di Wanua Levu da uno stretto braccio di mare, è il punto ideale per iniziare la scoperta delle meraviglie del luogo. La parte meridionale, una delle mete più ambite dai turisti, è zona ricca di vigneti e piantagioni di canna da zucchero, e termina con la celebre costa dei coralli ( Coral Coast ) e con le sue spiagge scure di origine vulcanica.
Al largo della costa orientale si apre la barriera corallina delle isole Mamanucas, uno splendido arcipelago di atolli incontaminati, circondati da acque tiepide e cristalline. Le isole principali, Torokiki, Matamanoa, Malolo sono attrezzate per permettere una meravigliosa vacanza di relax ed offrono, agli amanti degli sport acquatici la possibilità di praticare vela, windsurf e le sbalorditive immersioni all’interno della barriera corallina.
A nord delle Mamanucas si trova l’arcipelago delle isole Yasawa, più piccolo del precedente ma dotato di uguali attrattive turistiche e naturalistiche

La maggioranza degli abitanti vive sulle due isole più grandi. La popolazione è suddivisa tra gli indofijani, arrivati quando l’arcipelago era ancora una colonia britannica, e fijani-indigeni, che dal 1987 guidano il governo. Zucchero e copra sono i prodotti più importanti di un agricoltura diversificata mentre lo sfruttamento delle foreste ha un ruolo economico crescente. Un buon potenziale economico è rappresentato dai giacimenti minerari e dall’industria idroelettrica, mentre il clima e la posizione sulle rotte aeree dell’Oceano Pacifico favoriscono il turismo che qui trova splendide isole coralline circondate da finissima sabbia bianca e fondali di rara bellezza.

Le più turistiche sono le 16 isole del Gruppo Yasawa, probabilmente le più belle isole tropicali del pianeta, famose per le lagune, che emergono nel Mare di Blight (dal nome del capitano di vascello, William Blight, reso celebre dall’ammutinamento del Bounty). La più grande del gruppo è Waya. Qui le spiagge e le lagune sono lambite da un mare cristallino, le baie sono immacolate e profonde, ricche di reef e sono meta ineguagliabile per gli amanti dell’immersione.
Tra le escursioni da non perdere c’è quella alla Ghost Hill, la collina fantasma, un’enorme roccia che nasconde numerose caverne. E poi, la Likuliku Bay, la baia del tramonto, una delle dieci spiagge più belle del mondo: con la bassa marea, infatti, spuntano meravigliosi coralli di ogni colore.

Per godere di una vista panoramica impagabile ci si deve recare a Tavewa. Dalla collina dell’isola si può osservare l’immenso arcipelago. Quello meglio conosciuto come Laguna Blu, set del celebre film. L’isola in cui fu ambientato è Turtle Island. Paradisiache sono anche le Isole Mamanuca. Protette dalla barriera corallina, sono il luogo ideale per chi ama fare snorkeling. Molti dei più lussuosi resort si trovano su queste 20 isole. Invece, gli hotel delle più famose catene sono sull’Isola di Denarau dove si trovano anche bellissimi campi da golf.
E’ chiamata ‘giardino delle Fiji’ l’Isola di Taveuni, a sud di Vanua Levu, ed è il paradiso dell’ecoturismo. Qui si può ammirare una verdeggiante foresta tropicale ed è sede del Bouma National Heritage Park. E’ famosa per un altro motivo: qui passa la cosiddetta International Date Line, una linea immaginaria a 180° di longitudine che, oltrepassata, fa sì che la data cambi.

Guida di viaggio a Salonicco:la seconda capitale greca

 Salonicco, secondo porto della Grecia, è un importante centro commerciale, sede di una prestigiosa università e di noti reperti e resti dell’antica Tessalonica.
Salonicco è chiamata dai greci la seconda capitale, poiché non solo è la città più estesa della Grecia dopo Atene, ma anche la capitale della Macedonia del Nord. È piacevolmente situata sul mare e ci sono molti posti interessanti che potete visitare sia nella città che nei dintorni. Salonicco è la città di provenienza di alcune tra le squadre di calcio greche più famose, come Paok, Aris e Heracles.

L’università di Salonicco è la seconda per estensione dopo Atene, quindi ospita molti studenti che vengono qui a studiare da tutta la Grecia. Ogni anno durante l’Expo di Salonicco si tengono il festival di musica greca ed il festival del cinema di Salonicco. La città ha molte industrie, la maggior parte situate nella zona di Sindos. Salonicco è un ottimo luogo dove passare un po’ di tempo durante tutto l’anno, e, anche se è una città grande, non è inquinata come Atene. C’è quasi sempre una fresca brezza che soffia dal mare. Facendo una passeggiata nel porto vedrete un bel panorama della città e del mare.

Punti d’ interesse da visitare
Platia Aristotelous: è il cuore della città di Salonicco, dove si trovano numerosi bar e caffè, luoghi di ritrovo della popolazione. Da qui, si raggiunge l’area pedonale odos Gounari che fu la strada trionfale della città, in quanto collegava il palazzo dell’imperatore al suo mausoleo.

Platia Dikastirion: è una vasta piazza a giardino, dove è situato il Bey Hamam, il bagno turco, rimasto in uso fino alla seconda metà del XX secolo, e ancora la Panagia Halkeon, è la chiesa, costruita in stile bizantino, che era chiamata Nostra signora dei fabbri, perché sorge nell’area dove una volta abitavano dei fabbri e dei ramai.

Agios Dimitrios: la moschea dei Turchi, che inizialmente fu eretta in onore di S. Demetrio, patrono della città. Di elevata importanza per il suo interno, di enormi proporzioni, ornato con numerosi e preziosissimi affreschi e mosaici.

Altre destinazioni a Salonicco: numerosi sono gli altri monumenti, edifici da visitare; impossibile non citare: la Dodeka Apostoli, è l’antica piccola chiesa dedicata ai Ss. Apostoli, che è situata nei pressi delle antiche mura; l’Ano Poli, il famoso quartiere della città, che dopo l’incendio scoppiato durante la prima guerra mondiale, riporta ancora oggi costruzioni originarie del tempo, ovviamente in stile turco; le Mura, sono le mura difensive che furono costruite già nel periodo ellenistico, che furono rimaneggiate dai turchi, che racchiudono l’Acropoli.

Che cosa vedere La fortezza medioevale in cima alla città è da visitare, da lassù inoltre si gode di una vista magnifica. La zona appena sotto la fortezza è la più vecchia della città ed è molto piacevole avventurarsi là intorno, tra le vie tortuose e le case piccole e graziose. Il musepo archeologico di Salonicco possiede interessanti manufatti antichi provenienti da diversi periodi storici. Naturalmente, ci sono molti altri musei oltre a quello, per esempio il museo della lotta macedone, il museo Etnologico, la galleria delle belle arti, il museo tecnico e la fiera internazionale del commercio. Ci sono inoltre scavi che mostrano reperti di epoche antiche fino al periodo bizantino e molte vecchie chiese. Agios Dimitrios è la chiesa principale di Salonicco, e questi è il patrono della città (un ufficiale romano greco morto nel quarto secolo). La torre bianca è un ricordo dell’occupazione turca, veniva usato come prigione. Nel porto c’è una statua di Alessandro il grande e sulla piazza di Aristotele c’è una statua del filosofo. Potete anche visitare i bagni romani ed il qurtiere romano, come pure l’arco di Galerius (Kamara) datato quarto secolo. Degna di una visita anche la zona dell’Expo di Salonicco dove è situata la torre della TV. Ci sono molto altre cose da vedere in questa città fantastica, ma ci sarebbe bisogno di uno spazio apposta per poterle enumerare tutte.

Salonicco (Thessaloniki), cosa vedere nella seconda città della Grecia
Come Atene sta a Roma, così Salonicco sta a Milano, così potrebbe recitare una banale equazione che cercasse di definire le caratteristiche principali del più importante centro commerciale della Grecia e la capitale della Macedonia, una delle 13 regioni della nazione ellenica.

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