Isola del Giglio: boom di turisti per vedere la Costa Concordia

di Francesca Spanò Commenta

Sono passati molti mesi ormai da quel tragico 13 gennaio, eppure il fenomeno non accenna a diminuire.  L’incidente della Costa Concordia ha impressionato e addolorato, ma anche incuriosito. Un disastro che ha causato morti e feriti a livello fisico e psicologico, ma chi non si trovava a bordo vuole saperne di più in un mondo fatto di reality e disgrazie che balzano agli onori della cronaca e catalizzano l’attenzione dei media per mesi. E’ stato così pure in questo caso? Di sicuro dopo settimane di richieste per raggiungere l‘Isola del Giglio, adesso che è giunta l’estate, la zona vive di un solido turismo che non conosce crisi.
Tutti se la prendono contro il comandante Francesco Schettino che forse non è il solo colpevole in una vicenda che è stata causata da una serie di disattenzioni a catena. L’avvicinamento eccessivo alla costa da parte della nave, per effettuare il cosiddetto “inchino”, cioè il saluto alla popolazione locale, è andato storto e attualmente il transatlantico giace sommerso da mezzo lato. In più, in poche settimane è affondato di altri quattro metri. Il rischio è che possa finire del tutto in profondità rendendo difficile, se non impossibile un recupero.
La zona fa parte di una riserva che tutta Europa ci invidia e tutto questo è assolutamente da scongiurare.
In verità, le delicatissime operazioni di rimozione della Costa Concordia sono appena cominciate e hanno avuto inizio, per la precisione, lo scorso 18 giugno. Nella prima fase è previsto il taglio dell’albero della nave e anche la distruzione dello scivolo della piscina e il fumaiolo. In questo modo, poi, sarà possibile riposizionare una piattaforma galleggiante, prima di staccare la  grande “C” blu su sfondo giallo, simbolo della Costa Crociere. Sembra ad un occhio esperto una operazione da poco, invece è molto difficile anche perché i pezzi sono piuttosto grandi. Per i turisti “dell’orrore”, quindi, è tempo di sbrigarsi se vogliono farsi immortalare con alle spalle il relitto immenso. Un gesto da molti criticato per il cinismo con cui si vede una vicenda, invece, molto dolorosa, intanto  restano in troppi coloro che non potendosi allontanare dall’Italia per via della crisi, preferiscono scegliere l’Isola del Giglio per vedere la nave.

 

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