La nuova Copenhagen: il turismo vola tra le gru

di Daniele Pace Commenta

Tra i nuovi quartieri c’è il Carlsberg, ancora in costruzione in molte parti ma già affascinante. E poi il nuovo quartiere del nord della città, dei ristoranti gourmet.

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Copenhagen è una città in completa trasformazione che sta cercando di reinventarsi e di rifarsi a nuovo. Tra le gru però il turismo vola, con i nuovi quartieri e un forte sguardo sul futuro. Si parte dalla pista green sul nuovo termovalorizzatore, il CopenHill di cui tanto si è parlato, come esempio, negli ultimi tempi. È stato inaugurato un mese fa, ma il rifacimento della città non si ferma qui.

Copenhagen

Nella capitale stanno fiorendo nuovi quartieri “alla danese”, che vogliono portare le aree a dimensione di cittadino, ma con zone dinamiche e belle.

Tra i nuovi quartieri c’è il Carlsberg, ancora in costruzione in molte parti ma già affascinante. E poi il nuovo quartiere del nord della città, dei ristoranti gourmet in riva al mare, che sostituisce la bruttezza del porto commerciale.

Poi c’è la nuova metropolitana green, senza emissioni dal 2025, e i tanti centri culturali da visitare. Una capitale più da vivere che da visitare, che non si ferma più alla Sirenetta e al quartiere centrale di Tivoli.

Le nuove aree

Il Carlsberg è il quartiere dove prima si faceva la famosa birra, e ora si alloggia. Nei vecchi magazzini del birrificio c’è l’hotel Ottilia, che ricorda la storia della famosa marca ma ha anche un design moderno con opere d’arte contemporanee. A realizzare l’hotel è stato l’imprenditore Søren Brøchner-Mortensen, che ha il vezzo e l’intuito di ristrutturare ruderi industriali per farne alberghi e strutture turistiche.

Ora la zona diventerà un quartiere residenziale, con tanti artisti ospitati dalla Carlsberg Byen, che si occupa della ristrutturazione dell’area. Ci sarà spazio anche per lo sport, per la cultura e il tempo libero.

Mantenuta anche la Torre dell’Elefante, lo storico ingresso della Carlsberg, che sarà una sorta di opera d’arte contemporanea. Poi anche il museo Carlsberg.

Se invece volete mangiare, c’è il quartiere Refshaleøen, un’isola artificiale dove prima sorgevano dei capannoni. Oggi è tutto rifatto, con il birrificio/ristorante Broaden and Build, e il ristorante ecologico Amass, che riusa gli scarti di cucina.

Altro ristorante, ma non solo, da visitare, è il Alchemist di Rasmus Munk, tutto prenotato per i primi tre mesi, dopo un rifacimento costato una fortuna. È infatti l’ex Royal Danish Theatre, dove si cena mentre degli attori recitano. Un’esperienza che costa però 400 euro, esclusi i vini importanti.

Per chi vuole altre esperienze ecologiche, ecco i semi antichi e la cucina solidale di Copenhagen, con il farmers market, e il ristorante Lola nel mulino di Christianshavns Vold.

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