Bologna, al MAMbo è di scena l’arte povera

di Giulia T Commenta

Il museo d’arte moderna di Bologna, abbreviato con la sigla MAMbo è noto per le mostre, le istallazioni e le personali d’arte interessanti ed innovativa: fino al 26 dicembre prossimo sarà possibile visitare la mostra intitolata Arte Povera 1968, una interessante celebrazione ed attento ragionamento su di un movimento importante, che trovò in Italia terreno fertile e diede vita ad un vero e proprio movimento artistico.

La mostra, a cura di Germano Celant e Gianfranco Maraniello, trae spunto da una delle prime esposizioni tenutasi proprio a Bologna nel lontano 1968 alla Galleria de’ Foscherari ed intende offrire una propria personale lettura delle origini dell’Arte povera e dello specifico filone legato all’editoria storica e attuale. Vengono presentate al pubblico alcune delle opere esposte durante la mostra storica oltre a numerose altre che testimoniano l’evoluzione ed un percorso innovativo in tal senso.

Il percorso espositivo prende avvio con uno spazio introduttivo dal titolo Gli artisti dell’Arte povera fotografati da Paolo Mussat Sartor, 1968 -1986 in cui è visibile una selezione di ritratti realizzati dal grande fotografo. Nella Sala delle Ciminiere sono esposti lavori di Anselmo, Boetti, Calzolari, Fabro, Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Pascali, Paolini, Penone, Pistoletto, Prini e Zorio.

Nella sezione Bologna 1968, specificamente dedicata alla mostra storica, con documenti originali e opere di Mario Ceroli, Alighiero Boetti e Gianni Piacentino mentre proseguendo si entra nella zona dedicata completamente all’editoria,  intitolata I libri secondo l’Arte povera 1966-1980, a cura di Giorgio Maffei e Corraini Edizioni.

L’esposizione si conclude con il film documentario Arte povera (2000, durata 28’30”), a cura di Beatrice Merz e Sergio Ariotti, edito da Hopefulmonster. Per tutta la durata della mostra, il MAMbo ospiterà anche una serie di incontri legati ai temi affrontati e volti a presentare i progetti editoriali che il museo ha dedicato ad alcuni esponenti dell’Arte povera. Sul sito web del museo è possibile visionare il programma completo degli appuntamenti

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