Archeologia

Scoperta al Cairo: Tutankhamon nacque da una relazione incestuosa

Scoperta-al-Cairo-Tutankhamon-nacque-da-una-relazione-incestuosaTutankhamon nacque da un’unione incestuosa. E’ l’ultima scoperta legata al giovane faraone, morto in circostanze misteriose, all’età di 19 anni attribuita al grande archeologo egiziano Zahi Hawass, vice ministro della Cultura dal 2009 e segretario generale del Consiglio superiore per le antichità del Cairo. Grazie ad accurati esami del dna, non solo sulla mummia di Tutankhamon, ma di altri faraoni, l’equipe di biologi e medici tedeschi e egiziani, avrebbero dunque scoperto l’ultimo segreto di Tutankamon, secondo quanto rivela il settimanale francese ‘Point de vue’.
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TERREMOTI e VULCANI. Un fantastico viaggio tra le aree sismiche e vulcaniche d’Italia per conoscerle

vulcani.jpgIL PORTALE DEI PARCHI è la Prima Agenzia Italiana di Promozione Territoriale con un’offerta specificatamente dedicata a INDIVIDUALI, FAMIGLIE e GRUPPI che desiderino visitare straordinarie mete di rilievo naturale, culturale e imprenditoriale assistiti e guidati da professionisti altamente qualificati. Un’offerta personalizzata, con date e orari su misura, per vivere al meglio i luoghi delle proprie escursioni ovvero per “comprendere sul campo” le modalità di concreta realizzazione dello sviluppo sostenibile.
L’offerta culturale è arricchita da uno straordinario mix di servizi: contact center e portale web per info/prenotazioni, attività di fruizione organizzate in moduli di mezza giornata assemblabili a piacimento, servizi alberghieri e ristorativi, servizi telefonici assistenza imprevisti e copertura assicurativa.
Quanto sopra premesso siamo lieti di presentare il dettaglio della nostra ultima proposta: Terremoti e Vulcani – annualità 2009-2010.

- Regione ABRUZZO
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Record di visite per il Museo Virtuale dell’ Iraq e mostra eredità dell’ impero romano in Giappone

record-di-visite-per-il-museo-virtuale-dell-iraq-e-mostra-eredita-dell-impero-romano-in-giappone.jpgRecord di oltre 120 mila visite per il Museo Virtuale dell’ Iraq, realizzato dal CNR. Il progetto esporta in tutto il mondo competenze e tecnologie per la fruizione del patrimonio culturale dell’ Iraq. Frutto di un’ intesa tra Ministero degli Affari Esteri e Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Museo virtuale è tra le più importanti iniziative di carattere culturale e diplomatico volte alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico di quel Paese.
L’ allestimento – spiega il Cnr – non si sovrappone a quello reale, ma si presenta come la sua proiezione comunicativa attraverso una selezione delle opere più significative dell’antica civiltà mesopotamica, incluse quelle custodite nei principali musei del mondo“.

Realizzato in italiano, inglese e arabo, il museo virtuale dell’ Iraq del Cnr consente quindi l’ accesso ad un ampio pubblico.

UN BOOM DI VISITE
E quello che colpisce è soprattutto la dimensione internazionale del successo di questo museo virtuale. “Sono state oltre 400.000 le pagine cliccate e oltre 120 mila i visitatori. Le pagine in inglese sono più visitate di quelle in italiano, con un rapporto di circa 2/3, 1/3” spiega Roberto de Mattei, vice Presidente del Cnr.

Nella classifica dei navigatori, gli Stati Uniti – riferisce de Mattei - si piazzano primi con oltre 35 mila accessi, battendo l’ Italia con 24 mila circa, seguono Brasile, Canada, Regno Unito, Porto Rico. Spiccano al settimo posto, gli Emirati Arabi che precedono quanto a visite, la Turchia, la Germania e la Svezia“.
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Mostra “Roma. La pittura di un impero” fino al 17 gennaio 2010 alle Scuderie del Quirinale, Roma

mostra-roma-la-pittura-di-un-impero-fino-al-17-gennaio-2010-alle-scuderie-del-quirinale-roma.jpgPolignoto, Parrasio, Zeusi, Apelle. Nomi di grandi maestri greci di livello così alto da essere paragonati ai grandi geni del Rinascimento italiano come Raffaello o Giotto, ma dei quali, purtroppo, si è preservato pochissimo nel corso dei secoli. Ora, per la prima volta, una mostra tenta di riportare in luce i fasti della pittura dell’ antica Roma. Organizzata sotto l’ Alto Patronato del Presidente della Repubblica “Roma. La pittura di un impero”, alle Scuderie del Quirinale fino al 17 gennaio 2010, si propone di raccontare il ruolo centrale della pittura nella società civile romana, superiore anche a quello della scultura, sottolineandone l’ originalità nel tentativo di superare il concetto acquisito di una sua dipendenza passiva dall’ arte greca.

LE CENTO OPERE IN MOSTRA
Il senso di questa mostra – ha spiegato il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci – è far capire il perché i modelli di questa pittura, che riflettono una gloria per noi incognita, si sono tramandati in tutto l’ Impero. Nomi che forse superano quelli del grande Rinascimento italiano come Raffaello, Goya, Rembrandt e altri, e nonostante questo sono a noi sconosciuti”.
Cento opere che abbracciano un vasto periodo, dal 1° secolo a.c. al V° secolo d.c. tra cui grandi affreschi, ritratti su legno e su vetro, decorazioni e fregi provenienti dalle domus patrizie, dalle abitazioni e botteghe popolari dei più importanti siti archeologici e dai musei di tutto il mondo.Un mondo di inaspettata vivacità cromatica, dove prorompe il rosso pompeiano, il verde, l’ azzurro dei lapislazzuli, sfatando il luogo comune che identifica il ‘classico’ con la trasparenza dei marmi bianchi.
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Roma: nella Domus Aurea scoperta una sala che imitava il movimento della Terra

roma-nella-domus-aurea-scoperta-una-sala-che-imitava-il-movimento-della-terra.pngUna sala che imitava il movimento della terra ruotando giorno e notte. E’ l’ultima ‘magia’ archeologica della Domus Aurea che gli scavi sul Palatino a Roma hanno restituito sulla leggendaria dimora di Nerone.

UNA SALA CHE RUOTA COME LA TERRA
Sul Colle Palatino, nell’area della Vigna Barberini, è stata infatti ritrovata la sala da pranzo della Domus Aurea: una sala che aveva una piattaforma di legno che ruotava giorno e notte imitando il movimento della terra. Una sala che potrebbe essere la ‘coenatio rotunda’ descritta da Svetonio nella ‘Vita dei Cesari’. La scoperta è stata annunciata ieri dalla Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma.

UN ERRORE STORICO
Fino ad oggi, da molti studiosi quello stesso sito era stato identificato nella Sala Ottagonale, sul Colle Oppio. Ora sul Palatino è emersa un’altra verità archelogica. Secondo gli autori antichi, la residenza di Nerone arrivava fino al Colle Oppio, ma sorgeva in gran parte sul Palatino. Lo scavo preliminare effettuato dalla Soprintendenza con la direzione scientifica della direttrice del Palatino, Maria Antonietta Tomei, con la direzione dei lavori dell’architetto Antonella Tomasello e condotto da un’ equipe coordinata da Francoise Villedieu, ha portato alla luce una struttura a pianta circolare che “non ha eguali nell’architettura romana“.

Se la sala rotante sarà in futuro aperta al pubblico non è dato sapere, ma tenete questa scoperta bene in mente quando vi recherete nel parco del Palatino…

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Mostra Santuario di Ercole Vincitore dal 3 ottobre 2009 al 27 febbraio 2010, Tivoli

mostra-santuario-di-ercolee-vincitore-dal-3-ottobre-al-27-febbraio-2010-tivoli.jpgGuidare il pubblico attraverso un luogo in continua trasformazione, in cui vengono riportate alla luce la specificità e le molteplici stratificazioni che hanno interessato il cantiere di scavo del Santuario di Ercole Vincitore di Tivoli. Questo l’ obiettivo della mostra “Santuario di Ercole Vincitore. Il cantiere, lo scavo, le meraviglie”, in programma a Tivoli dal 3 ottobre 2009 al 27 febbraio 2010.

Il visitatore sarà accompagnato da una serie di pannelli illustrativi e avrà l’ occasione di immergersi nell’ atmosfera di sfida e curiosità che è alla base del progetto di restauro e riqualificazione. Saranno inoltre organizzate iniziative collaterali mirate alla conoscenza dell’ intero complesso monumentale.

L’ ARCHEOLOGIA DI TIVOLI
Tra le numerose sopravvivenze archeologiche che documentano l’ importanza di Tivoli in età romana il Santuario di Ercole Vincitore costituisce senza alcun dubbio la testimonianza più straordinaria per l’ estensione e la monumentalità delle strutture conservate. Costruito tra il II e il I sec. a.C. a 300 metri circa dalle mura urbane, sopravvive oggi nella zona sud orientale della città, lungo il costone affacciato sulla valle dell’Aniene, a poche decine di metri dalla Villa d’Este.

Per la cronologia, la tecnica edilizia e più in generale la grandiosità del progetto il santuario si inserisce nel quadro di un’ architettura che fece nascere complessi culturali eccezionali in Italia centrale, come è ancora oggi possibile constatare a Palestrina, Terracina e Nemi. Rispetto a questi esemplari l’ organismo tiburtino si distingue per l’ estensione (tre ettari su quattro piani) e per la spregiudicatezza di alcune delle soluzioni tecniche adottate.

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Mostra Anzio e Nerone al Museo civico archeologico di Anzio fino al 16 gennaio 2010, Anzio

mostra-anzio-e-nerone-al-museo-civico-archeologico-fino-al-16-gennaio-2010-anzio.jpgAll’ interno del Museo Civico Archeologico di Anzio – Via di Villa Adele, l’ importante mostra “Anzio e Nerone – Tesori dal British Museum e dai Musei Capitolini“, organizzata dall’ Amministrazione Comunale e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. La Mostra, con ingresso libero, sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30, fino al 16 gennaio 2010.

L’ IMPERATORE NERONE
L’ imperatore Nerone nacque ad Anzio nel 37 d.C. e diverse vicende della sua vita sono legate al luogo natale, sede di una residenza imperiale che, nei secoli, assunse le dimensioni monumentali che tuttora ammiriamo nell’ area tra il faro, il porto neroniano (straordinario esempio di ingegneria marittima) e l’ Arco muto. Nella splendida cornice del Museo Civico Archeologico, provenienti dal British Museum e dai Musei Capitolini, saranno esposti al pubblico straordinari reperti provenienti dall’ area della villa, da altre residenze e dallo stesso porto neroniano a testimonianza della ricchezza degli arredi e delle decorazioni, di età imperiale, ad Anzio.

REPERTI DAL BRITISH MUSEUM E DAI MUSEI CAPITOLINI
E’ l’ evento culturale dell’ anno – dice il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini – con la gloriosa storia della nostra Città protagonista. La Mostra, organizzata nei minimi particolari dal nostro Museo e dalla Soprintendenza, consentirà a cittadini e turisti di riappropriarsi delle memorie disperse attraverso importanti reperti che da questo territorio, per diversi percorsi, sono giunti sia nel British Museum di Londra sia nei Musei Capitolini di Roma“.
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Itinerario di viaggio in Albania: tra storia e bellezze naturali

itinerario-di-viaggio-in-albania-tra-storia-e-bellezze-naturali.jpgL’ Albania può raccontare una lunga storia di continue invasioni, nel paese si sono avvicendati molti occupanti stranieri: dai greci ai romani, dai goti ai bizantini, ai bulgari, ai serbi, ai normanni, ai veneziani, agli svevi, agli angioini e infine ai turchi, è tutta una successione di genti, diversissime per origine etnica e per civiltà.

Giorgio Castriota, detto Skanberg, principe di Kruja, capeggiò una lega di nobili albanesi in una eroica e accanita lotta contro i turchi ma non riuscì a risvegliare un nazionalismo compatto. Dopo la breve dominazione italiana all’ inizio della II Guerra Mondiale, gli albanesi combatterono la loro resistenza che portò il paese, nel dopo guerra, ad abbracciare il marxismo e a cadere sotto l’ assoluto controllo di Mosca.
Nel 1961 si verificò una brusca rottura con Mosca e l’avvicinamento alla Cina di Mao che portò squadre di tecnici cinesi nel Paese. Il dittatore Hoxha chiuse per decenni il paese in assoluto isolamento. Fino al 1990, cinque anni dopo la morte di Hoxha, l’ Albania fu uno stato comunista estremamente isolazionista, con pochi contatti anche con gli altri stati comunisti. Una democrazia multi-partitica sta emergendo, ma la nazione soffre di problemi economici, e per il grande numero di rifugiati albanesi provenienti dal Kosovo. Questa in breve la storia di questo paese dimenticato dall’ Europa che conserva straordinarie tracce del suo passato con ben tre siti riconosciuti dall’ Unesco Patrimonio dell’ Umanità: Butrinti che racchiude e testimonia secoli di storia; Gjirokastra, la “città dei mille gradini” o “la città delle pietre”, Berat, conosciuta come la città delle mille finestre e dichiarata “città Museo”. Partiamo dunque per riscoprire questo paese geograficamente vicinissimo ma realmente molto lontano.
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Turisti e cultura a Torino, il turista one-day è di casa

turisti-e-cultura-a-torino-il-turista-one-day-e-di-casa.jpgE’ il turista ”one day”, quello che arriva per una mostra o un museo e riparte in serata, la nuova frontiera da esplorare per gli operatori del turismo torinese: perche’ se e’ vero che il 35% dei visitatori si ferma due notti e i soggiorni sono in media brevi, a seconda dei periodi le escursioni di un giorno possono rappresentare anche un terzo delle presenze di visitatori. E’ uno degli spunti emersi dalla ricerca ”Turisti e cultura a Torino”, presentata nei giorni scorsi da Torino Incontra, in cui un’ appendice specifica si concentra sulle gite di un giorno a musei e dimore sabaude.

IL TURISTA ONE-DAY
Il turista one day – spiega Sergio Scamuzzi, coautore della ricerca – è inafferrabile con le indagini tradizionali, appoggiate dagli alberghi, e per lo più ignorato da quelle sui visitatori delle attrazioni turistiche, che in ogni caso non potrebbero darne una stima quantitativa complessiva”. L’ indagine di Torino Incontra, allora, si è concentrata sui visitatori di due soli luoghi, il Museo del Cinema in periodo natalizio e la Reggia di Venaria ad agosto 2008, prime di una serie di interviste sistematiche a spettatori di grandi mostre, eventi sportivi, musei.
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Mostra Le mura megalitiche al complesso del Vittoriano dal 5 giugno all’ 8 luglio 2009, Roma

mostra-le-mura-megalitiche-al-complesso-del-vittoriano-dal-5-giugn-all8-luglio-roma.jpg“Le mura megalitiche. Il Lazio meridionale tra storia e mito”: dal 5 giugno all’8 luglio 2009 il Complesso del Vittoriano ospita una mostra di carattere storico, artistico e archeologico che vuole far conoscere una grande ricchezza del nostro territorio, le mura poligonali, sconosciuta ai più. Una nuova idea del territorio che la Regione Lazio realizza in questa occasione attraverso il “grande attrattore” delle mura megalitiche con lo scopo di sostenere, valorizzare e promuovere il patrimonio culturale del territorio laziale.

Promossa dalla Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, e la Provincia di Frosinone, la mostra si avvale della curatela di Giuseppe Guadagno, Giovanni Maria De Rossi, Daniele Baldassarre. La direzione e il coordinamento generale della mostra sono di Alessandro Nicosia.

LE OPERE
Oltre 100 le opere esposte tra incisioni, litografie, disegni, acquarelli, stampe, olii, libri, lettere, fotografie d’epoca, mappe, planimetrie, scenografie, pannelli, gigantografie e video, che ripercorrono e ricreano per la prima volta insieme la storia, il mito, le vicende e le ipotesi archeologiche, le suggestioni esercitate sui viaggiatori dell’ Ottocento e non solo, delle mura megalitiche presenti nel Lazio meridionale e precisamente nel territorio del frusinate.
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