Viaggio nella cucina del Gabon: che cosa si mangia?

di Francesca Spanò Commenta

 

Certo, al momento, non è proprio una meta turista come possono essere Kenya, Tanzania, Capo Verde o Madagascar, ma il Gabon merita in ogni caso di mostrare i suoi gioielli paesaggistici e farsi conoscere. C’è sempre qualche viaggiatore che ama l’avventura e i luoghi meno nominati e potrebbe aver voglia di raggiungerlo. Da queste parti è a cominciare dalla tavola che si può conoscere la tradizione di un popolo non troppo pubblicizzato e tra le pietanze locali, quelle più tipiche si basano soprattutto sul pesce con l’utilizzo al limite dell’esagerazione di condimenti e salse piccanti. Di tipi di carne se ne trovano moltissimi, ma se il vostro palato non è abituato ai sapori non europei potresti trovarvi un attimino spiazzati. Si perchè noterete piatti con antilope, porcospino, scimmia, cinghiale e serpente preparati in mille modi differenti.

I dolci potrete gustarli in particolare a Libreville visto che da queste parti le pasticcerie non si fanno certo desiderare e presentano uno stile tipicamente parigino. Le influenze francesi infatti non mancano, ma l’alimento base legato a tutta l’Africa equatoriale resta il fufu che serve per accompagnare i piatti di carne e le salse. Si tratta di un alimento che si avvicina alla polenta e al porridge inglese. Non mancano le varianti preparate con semolino, farina di riso, patate e grano. Nella versione a base di farina di manioca, gli ingredienti sono:

  • 250 g di farina di banane
  • 150 g di farina di manioca
  • 100 ml di brodo di pollo
  • 300 ml di acqua

Preparazione:

Prendere una pentola e amalgamate i due tipi di farina, prima di aggiungere il brodo di pollo e l’acqua. A questo punto mescolate per evitare che si formino dei grumi e fate cuocere il tutto a fuoco medio-alto per almeno 15 minuti. Procedete e mescolando aspettate che il composto sia divenuto consistente. Se vi sembra asciutto il composto, potete aggiungere dell’acqua. Vi accorgerete che il fufu è pronto, quando potrete servirlo in una ciotola.

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