Costa Concordia, a bordo due pronipoti di una vittima del Titanic

di Francesca Spanò Commenta

Quando si dice avere il destino segnato. Si perchè a bordo della Costa Concordia, che venerdì scorso lo ricordiamo ha imbarcato acqua dopo aver urtato uno scoglio, naufragando,  c’erano due pronipoti di una delle vittime dell’affondamento del Titanic. Per fortuna le persone in questione si sono salvate, rompendo così una macabra tradizione, ma non sono riuscite quindi a sfuggire alle navi sfortunate. Una delle due protagoniste della storia è Valentina Capuano di 30 anni e originaria di Avellino, che tante volte aveva sentito raccontare la storia del prozio Giovanni e forse voleva dimostrare a se stessa che non tutti i natanti non arrivano a destinazione. Ha scelto purtroppo quello sbagliato.

Il suo parente era emigrato a Londra a soli 25 anni per cercare lavoro e una vita diversa, rispetto a quella che al momento offriva l’Italia. Il Titanic era un passaggio verso la felicità, perchè sarebbe giunto in America e avrebbe cambiato vita. Questo però non era nei piani della sua esistenza e morì durante il naufragio. Diversa fine, per fortuna per i pronipoti Valentina e il fratello Alessandro, con i rispettivi compagni.Ora si raccontano all’Ansa e dicono:  “Abbiamo sentito due boati. Eravamo ancora nelle cabine, ci stavamo preparando per la cena. Dopo il primo rumore siamo usciti, ma il personale di bordo ci ha ordinato di rientrare, di chiuderci dentro e di aspettare perché si trattava solo di un guasto tecnico che si sarebbe risolto in poco tempo. Per fortuna abbiamo contravvenuto ai loro ordini e siamo scappati subito sul ponte”.

La situazione era indescrivibile tra urla e disperazione e allora hanno fatto da soli: “Nessun aiuto dal personale e il comandante non si è mai visto. L’ultimo ricordo che ho di lui è al cocktail di benvenuto a Civitavecchia. Gli altoparlanti, intanto, continuavano a ripetere di stare tranquilli e che tutto si sarebbe risolto in pochi minuti. Le scialuppe erano bloccate per via della ruggine  un marinaio asiatico più terrorizzato di noi ne ha liberata una a colpi di accetta. E mentre scendevamo dal fianco della nave abbiamo sbattuto più volte contro lo scafo. E’ stato davvero infernale”.

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