Palermo, il Teatro Massimo e la leggenda del fantasma della Monachella

di Francesca Spanò Commenta

 

Palermo è stata la mia città per molto tempo e ogni tanto un pizzico di nostalgia non può non cogliermi, anche perché è innegabile la sua bellezza. Questo senza contare la gastronomia d’eccellenza che la rende perfetta per deliziare il palato, un pò meno per mantenere la linea. Tuttavia si sa che in vacanza tutto o quasi è concesso anche a tavola. Moltissimi i monumenti e le attrazioni locali, ma durante un giro nel centro storico non ci si può non soffermare di fronte all’imponente quanto meraviglioso Teatro Massimo. Te lo trovi di fronte durante il tour e, a qualunque ora è splendido. Di giorno quando se ne scorgono i tratti si rimane incantati dal suo fascino e di notte, le mille luci che la interessano lo fanno splendere.

Di fronte locali e giovani rendono la zona in perenne subbuglio e piena soprattutto di universitari che mal sopportano di restare a casa, con il bel clima della Sicilia. Tuttavia proprio al Teatro è legata una leggenda che parlerebbe della presenza del fantasma di Monachella. Dico subito che, per esigenze di lavoro e anche per piacere, io ho passato molto tempo all’interno della struttura e non ha mai visto o sentito assolutamente nulla, tuttavia la credenza popolare è più forte di qualunque convinzione personale.

I lavori di costruzione sono iniziati nel 1875 e il nome originale era e resta tutt’ora Teatro Massimo Vittorio Emanuele. La realizzazione portò all’abbattimento della  chiesa delle Stimmate, con il suo convento annesso ed il monastero di San Giuliano e nel corso degli scavi fu trovata una tomba di una monaca, che doveva essere l’ultima madre superiora del luogo sacro. Si dice che il fantasma si risvegliò dal suo sonno e non ha mai abbandonato il Teatro Massimo. La statura della suora non era elevata e si racconta che qualcuno in passato l’abbia vista sul palco o negli ambienti annessi pronta a lanciare maledizioni. I più suggestionabili parlano di rumori strani e la sua altezza limitata l’ha portata ad essere chiamata “la monachella”. Si crede sia stata la responsabile di lavori molto lunghi per il restauro e all’esterno esiste un gradino sul quale inciamperebbero coloro che non credono in lei. Io non sono mai caduta, ma magari le sto simpatica. Di sicuro di fronte ad una struttura così bella, la speranza è che la monachella, se davvero esiste, possa trovare tutta la pace e la serenità che merita.

 

 

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