La terrazza del Pincio torna ai romani
La terrazza del Pincio torna ai romani. Il primo giardino della Capitale, tutelato dalla Carta dei Giardini Storici, voluto da Napoleone Bonaparte e realizzato secondo il progetto dell’architetto neoclassico Giuseppe Valadier, torna ad essere fruibile in tutto il suo splendore. Sulla terrazza del Pincio, o meglio sulla realizzazione di un parcheggio sotterraneo per 700 posti auto, era nata una querelle tra l’ex sindaco Walter Veltroni, promotore del progetto, e il sindaco Gianni Alemanno, contrario da subito e in questo supportato dal Ministro per i Beni culturali. Motivo dello scontro, il ritrovamento di importanti reperti archeologici.
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“Carta d’identità degli stati d’animo“, la mostra personale di Seboo Migone, a cura di Alan Jones, sarà inaugurata, venerdì 12 marzo, alle 18.30, alla Fondazione Pastificio Cerere. Circa una decina le opere esposte, principalmente recenti, fra dipinti di grandi dimensioni, disegni a carboncino di media grandezza e piccole sculture in bronzo.
Prorogata fino al 25 aprile la collettiva sugli artisti aborigeni australiani “Australia Today. Capolavori degli Aborigeni d’Australia” allestita al Museo di Palazzo Incontro a Roma. L’esposizione gratuita, che ha superato le 5 mila presenze ad un mese dall’inaugurazione, propone per la prima volta in Italia l’arte degli artisti nativi del grande continente australiano come Rover Thomas, Clifford Possum, Judy Watson Napangardi e Nancy Nungurrayi.
L’artista Raffaele Luigi Leone celebrato a Roma con una mostra antologica. La personale, organizzata a Palazzo Margutta dalla Galleria “Il Mondo dell’Arte”, dal 13 al 20 marzo, è dedicata a Leone, 1950-2009, medico sensibile e attento ricercatore universitario, ma soprattutto artista dotato di una grande curiosità intellettuale. Dall’acquarello al disegno a china, dalle sculture alla composizione di poesie e testi musicali, personalità poliedrica e indagatrice, Leone si è meritato l’appellativo di “sismografo” del nostro tempo, capace, come afferma Gabriele Simongini nella presentazione al catalogo, di “andare al di là delle apparenze per intercettare la vita interiore del soggetto scelto”.
Colori luminosi e forti, dinamici e simultanei, che parlano della natura nella quale visse e che lo influenzò in tutta la sua opera. Sono quelli che si ritrovano nelle opere della mostra dedicata a Giacomo Balla, “Pittura dinamica= simultaneità delle forze”, nella quale si affronta l’inedita tematica del Manifesto del Colore che l’artista pubblicò nel 1918 e nel quale si analizza il ruolo del colore nella pittura d’avanguardia. Venti dipinti, visibili presso la Galleria F. Russo di Roma fino al 6 marzo, che coprono il periodo anni Dieci – fine anni Venti e provengono tutti da Casa Balla, ossia dalla casa di via Oslavia a Roma nella quale l’artista si trasferì nel 1895.
Corinna e Olga Modigliani, cugine di Amedeo, ma soprattutto due donne artiste della Roma di via Margutta, al centro della convulsa vita artistica romana nella prima metà del Novecento. A loro il Modigliani Institut dedica una mostra, “Corinna e Olga Modigliani, l’amour de l’art”, allestita a Palazzo Taverna fino all’8 marzo. “Due sorelle – spiega all’ADNKRONOS Christian Parisot, presidente del Modigliani Institut e curatore della mostra – che hanno dedicato la loro vita alla scultura, alla ceramica e alla pittura. Corinna essenzialmente pittrice e Olga ceramista”.
A Carnevale ogni dipinto vale. E proprio così, i luoghi, le maschere e lo spirito di questa festa antica rivivono nella mostra “Carnevale romano“, allestita al Museo di Roma Palazzo Braschi, fino al 5 aprile. Circa 90 opere, del Museo di Roma, del Museo in Trastevere e di collezioni private, saranno esposte insieme al prezioso abito scultura di Roberto Capucci, “Donna Gioiello”, appartenente al Museo Fortuny, che rappresenta idealmente il gemellaggio tra le città di Venezia e Roma, istituito in occasione del Carnevale 2010.





















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