Crimes et chatiments Da oggi la ghigliottina in mostra al museo d’Orsay, Parigi
Appena coperta da un sottile velo nero, come si conviene ad una Vedova, e come ai tempi del Terrore (quando si ergeva in place de la Revolution, l’attuale Place de la Concorde), si staglia nell’ombra, inquietante, la lama assassina ben visibile, accanto il cestone destinato a raccogliere i resti della vittima. E’ la ghigliottina, di triste memoria, che torna in pubblico in occasione della mostra Crimes et chatiments, delitti e castighi o il crimine visto dagli artisti, voluta dall’ex guardasigilli Robert Badinter che nel 1981 riuscì a far abolire in Francia la pena di morte. E’ quella che tagliò l’ultima testa, nel 1972, e che Badinter dopo molte ricerche ha ritrovato in una casamatta dell’esercito. I francesi la chiamarono la Veuve, la Vedova, in nome delle spose private del loro uomo. Spesso un delinquente, spesso colpevole di difendere cause non condivise dal potere.
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A Carnevale ogni dipinto vale. E proprio così, i luoghi, le maschere e lo spirito di questa festa antica rivivono nella mostra “Carnevale romano“, allestita al Museo di Roma Palazzo Braschi, fino al 5 aprile. Circa 90 opere, del Museo di Roma, del Museo in Trastevere e di collezioni private, saranno esposte insieme al prezioso abito scultura di Roberto Capucci, “Donna Gioiello”, appartenente al Museo Fortuny, che rappresenta idealmente il gemellaggio tra le città di Venezia e Roma, istituito in occasione del Carnevale 2010.
Una grande mostra per descrivere e interpretare quarant’anni di storia italiana. E’ “Il Grande Gioco. Forme d’arte in Italia 1947 – 1989“, presentata lo scorso 19 febbraio a Milano, nella sede della Regione Lombardia. La mostra, allestita dal 24 febbraio al 9 maggio, si articola sui tre spazi espositivi secondo una successione temporale che assegna al Museo d’arte contemporanea di Lissone le opere degli anni dell’immediato dopoguerra fino al 1958, alla Rotonda di via Besana di Milano le opere del periodo 1959-1972 e alla Gamec di Bergamo quelle degli anni più recenti, dal 1973 al 1989.
Si chiama “Apokalypse” la personale di Angelo Cruciani, allestita, dal 22 marzo al 2 maggio, alla Galleria Famiglia Margini di Milano. Con “Apokalypse“, l’artista indaga il profondo ed eterno viaggio dell’uomo, nelle sue pieghe esistenziali, dalle tracce a volte oscure. Il lavoro di Cruciani definisce una possibile alternativa, traccia una linea guida che attraversa l’angoscia individuale (provocata dall’ossessione dello scadere del tempo) per raggiungere la ricomprensione dell’individuo nel flusso d’energia del Cosmo.




Giovedì 29 ottobre 2009 alle ore 18.00, l’ Accademia di Francia a Roma ospita un incontro con l’ artista basco Francisco Ruiz de Infante dedicato al rapporto tra immagine, spazio, corpo e suono, La distanza da A a A. Curato da Valentina Valentini, e in collaborazione con il dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo dell’ Università La Sapienza di Roma, l’ incontro si propone di ricostruire una serie di installazioni attraverso le immagini che le documentano, per rappresentare il percorso artistico di Ruiz De Infante dagli anni ‘80 a oggi, un percorso in cui arti plastiche, architettura dello spazio, drammaturgia sonora e musicale, relazione con lo spettatore e media audiovisivi compongono una complessa stratificazione percettiva. Un pomeriggio dedicato alla videoarte, agli artisti che utilizzano il video come mezzo espressivo e alle opere che sperimentano i dispositivi specifici delle tecnologie elettroniche e digitali. 



















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